mercoledì 17 ottobre 2007

A Irina Litmanovich il Premio Simona Gesmundo 2007

Sono entrambi stranieri i film d’animazione vincitori dell’edizione 2007 del Premio Simona Gesmundo Corti d’Animazione in programma a Cetraro il 26 ottobre prossimo, selezionati tra oltre 40 cortometraggi animati provenienti da tutta Europa. L’evento è inscritto nell’ambito della III edizione della Rassegna Cinematografica Internazionale “IL FIORE D’OGNI DOVE”, ideata e diretta da Matilde Tortora e curata dal Laboratorio Sperimentale G. Losardo.
Si tratta dei cortometraggi “Aal im Schadel” del regista tedesco Martin Rahmlow per la Sezione Digitale e “Khelom’s customs” della russa Irina Litmanovich per la Sezione Disegno Animato . Diverse analogie accomunano casualmente questi lavori: l’anno di produzione, il 2006, la giovane età dei due autori ed il fatto che entrambi i film sono stati presentati come tesi di laurea. Rahmlow si è infatti diplomato alla FilmAkademie di Baden-Wurttemberg, specializzandosi presso l’Animation Institute interno alla facoltà; la Litmanovich, dopo aver frequentato il Department of Visual Communication alla “Bezalel”Arts Academy di Gerusalemme ed aver lavorato come assistente alla regia e direttore artistico in vari studi, si è poi specializzata in regia alla Shar School-Studio di Mosca .
“Aal im schadel” (“Anguille”) racconta la storia di un viaggiatore, che soffre di una misteriosa malattia ed è alla ricerca disperata della la salvezza; “Khelom’s customs” (“Le usanze di Khelom”) è tratto da una leggenda in lingua yiddish e tradotta in russo.
Il Premio Simona Gesmundo Corti d’Animazione, sin dal suo esordio patrocinato dal Conseil du Cinema, de la Televisione et de la Communication Audiovisuelle dell’ Unesco , dalla Presidenza del Consiglio Regionale, dalla Provincia di Cosenza e dal Comune di Cetraro, è organizzata quest’anno in partecipazione con la Giornata Mondiale del Cinema d’Animazione e si avvale dell’importante patrocinio dell’ASIFA - International Animated Film Association.
La manifestazione, dedicata alla memoria della giovane studiosa di cinema e di linguaggi multimediali i cui studi innovativi hanno riscosso consensi e trovato applicazioni in Italia e all’estero, si avvale di una giuria internazionale, quest’anno presieduta da Monsieur Robert Kalman, membro del Comitato Esecutivo dell’ Unesco di Parigi che sarà l’ospite d’onore alla cerimonia del 26 ottobre. Nella scorsa edizione sono stati premiati per la sezione digitale Rags-Stracci di Massimo Carrier Ragazzi e Assenza di Lucia Belli per la sezione Disegno Animato. Sempre nel 2006 sono stati attribuiti riconoscimenti a Simone Massi e a Mario Oliverio, presidente onorario della Rassegna.
La Rassegna Cinematografica Internazionale “IL FIORE D’OGNI DOVE”- Premio Simona Gesmundo Corti d’animazione è presente nel periodico di cultura cinematografica Quaderni di Cinemasud, che ospita i festival di cinema più importanti d’Italia e d’Europa e che privilegia i nuovi autori, il genere documentario e le cinematografie del Sud del mondo.

sabato 13 ottobre 2007

Briganti Calabresi

Anche quest'anno l'Ottobrata Labicana IV Edizione ha fatto registrare una buona affluenza di pubblico. Il luogo: Labico, ad una trentina di Km da Roma. Grazie ad una impeccabile organizzazione la manifestazione ha goduto di variegati interventi: sportivi, gastronomici, ecologici, musicali. Il percorso di scambio culturale, che ormai caratterizza questo appuntamento, ha avuto come atto finale il concerto dei Calabria Logos, che dopo la Romagna e la Basilicata ha rappresentato la Calabria con canti e danze tradizionali nonchè con i brani già consolidati del repertorio. L'evento è stato organizzato dall'Associazione Gastronomica Enologica Labicana (AGEL) con il Patrocinio del Comune di Labico in collaborazione con L'A.S. Volley Labico e L'Associazione Ciclistica Labico.
Giorno 7 ottobre 2007 il gruppo cosentino è partito per la ridente località laziale. La sera dello stesso giorno si è esibito con il proprio spettacolo in seno all’Ottobrata Labicana, manifestazione che ha già riscosso molta notorietà nelle precedenti Edizioni. Ogni anno viene invitato un gruppo musicale rappresentativo della propria Regione. Quest'anno la scelta è caduta sulla Calabria e sui Calabria Logos. L'occasione era di quelle "ghiotte" trattandosi di Sagra Gastronomica con i suoi prodotti tipici. Per contorno i Calabria Logos hanno offerto ai presenti tarantelle, pizziche e serenate. Gli ingredienti indispensabili per le gustose pietanze calabre sono stati estrapolati da “Ancora sud”, l’ultimo lavoro scritto e diretto da Carlo Grillo che è anche il titolo del loro secondo Cd di recentissima uscita.
Musicisti impegnati nella rappresentazione: Carlo Grillo (chitarra classica, battente e voce) ; Antonio Grillo (tammorre e voce) ; Fausto Guido (fisarmonica) ; Carlo Mercuri (flauto e sax) ; Gennaro Sciarrotta (tammorre) ; Christian Beraldi (basso) ; Elena Tosi (corista) ; Carmela Ciardullo (voce narrante). Con la partecipazione della danzatrice Rosalba alle tarantelle ed alle pizziche e di Enzo Giliberti alle tammorriate.
Dopo lo spettacolo il gruppo ha pernottato a Labico e all'indomani si è resa obbligatoria una visita nella Capitale.

venerdì 12 ottobre 2007

Perugia Assisi: un’armoniosa poesia


Di Tiziana Prezio

Domenica 7 ottobre 2007 si è svolta la marcia della pace Perugia Assisi, è con tanto entusiasmo che posso dire c’ero anche io. E’ stato tutto molto bello, una poesia direi, armoniosa e spettacolare come le parole che si susseguono creando un’armonia irripetibile. E’ stato importante perché eravamo in tanti, 200.000 dicono gli organizzatori e la prefettura, tante persone, pochi politici, molte associazioni uniti nello stesso percorso e con lo stesso fine: dar voce ai diritti umani. Nell’anno in cui ricorre il 60 esimo anniversario della nascita dell’ONU, la Tavola della Pace ha scelto di mobilitare il suo “popolo arcobaleno” per ricordare che purtroppo i diritti umani sono costantemente calpestati e dimenticati. In questa prospettiva si è cercato di essere solidali con la protesta pacifica e silenziosa dei monaci buddisti del Myanmar, invitando i partecipanti a vestirsi con un indumento rosso. Così è stato, la gente ha risposto anche a questo invito. Erano tante le famiglie, i bambini presenti, facevano tenerezza perché saranno loro il destino di domani. Tanti mi hanno chiesto se per me è stato stancante, se ne è valsa la pena, se marciando ho risolto qualche cosa. E’ la speranza in un mondo migliore che ci fa andare avanti, nonostante le tante difficoltà, è stata dura certo, 24 km a piedi con sbalzi di temperatura fastidiosi non sono proprio simpaticissimi, ma ne è valsa la pena perché ho respirato un’aria migliore, mi sono confrontata con tante persone che mi hanno dato molto, ho sentito le parole di persone che non hanno alcuna intenzione di fare la parte dei Pinocchio di turno, perché il cammino della pace è duro, arduo, faticoso e lungo. Certo che non si risolve solo marciando per qualche km, ma quel giorno il mondo ha avuto un segnale unanime di pace.
E’ stata una marcia popolare. Un fiume di gente che si è ingrossato lungo la strada fino a riempirne un tratto di quindici chilometri. Moltissimi giovani e giovanissimi, molte famiglie, molte mamme con i loro figli in braccio. Poche bandiere di partito e di organizzazione. Ma tanta, tanta gente, sparsa un pò lungo tutto il tragitto fin su alla Rocca Maggiore di Assisi che si è colorata degli stendardi dei comuni piccoli e grandi che hanno scelto di partecipare “schierandosi” dalla parte della pace.
Una marcia così lunga, così ampia, così popolare, senza polemiche è un gran fatto positivo per chi si sente impegnato a costruire un Paese migliore in un mondo migliore. Bene hanno fatto (quasi tutti) i politici presenti a mescolarsi tra la folla senza strumentalizzazioni. Bene farà la politica se deciderà di rispondere alle domande di questa gente, a prendere atto dello spessore dei contenuti e delle proposte, se saprà aprire le istituzioni e i partiti alla società, se saprà investire su di essa, sul suo impegno quotidiano, ricco e generoso. Guai se dovessero prevalere ancora atteggiamenti di sufficienza o di superbia. Non c’è una politica di pace senza il sostegno e la partecipazione dei cittadini.
La Marcia dei diritti umani che è giunta ad Assisi prosegue nelle nostre città, nelle nostre scuole, nei luoghi di lavoro, nelle nostre mille associazioni, negli enti locali per la pace. E’ una marcia faticosa ma positiva, propositiva e costruttiva. Il rammarico che io personalmente mi porto dentro è il silenzio, la pigrizia, l’indifferenza delle istituzioni, delle parrocchie, delle scuole, delle associazioni del mio paese e dei paesi limitrofi. E mi domando perché, perché si predica bene e poi … non si partecipa mai? Mi domando se i silenziosi del 7 ottobre parteciperanno alla prossima giornata diocesana della pace come hanno fatto anche gli anni scorsi. E allora perché non si agisce localmente pensando globalmente? Ma nonostante le molte delusioni è con una speranza che mi addormento la sera, è la solita frase di don Tonino Bello che mi frulla nella testa: "Chi spera cammina, non fugge. Si incarna nella storia. Costruisce il futuro, non lo attende soltanto". Buon Cammino a tutti!

mercoledì 10 ottobre 2007

Verso una scuola di corti di animazione a Cetraro

di Gaetano Bencivinni

Primi passi verso la possibile istituzione di una scuola di corti di animazione a Cetraro.
Il sindaco Giusepe Aieta ha contattato l’architetto Raffaele Schiavullo, docente di intelligenze artificiali all’Università Federico II di Napoli, al fine di avviare un confronto tecnico su percorsi, strumenti ed eventuale accesso a fonti di finanziamento specifico.
Il 26 ottobre prossimo Schiavullo sarà a Cetraro ed avrà modo di illustrare l’idea progetto nel corso della terza edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Il fiore d’ogni dove- Premio Simona Gesmundo- Corti di animazione.
A fine settembre scorso l’ipotesi di istituire una scuola a Cetraro e a Pagani in Campania era stata prospettata al sindaco ed al presidente del consiglio comunale Rudi Angilica dalla scrittrice Matilde Tortora e da Gaetano Gesmundo, che avevano indicato i possibili percorsi da seguire nell’ambito di un gemellaggio tra Cetraro e il comune campano.
La scuola si potrebbe avvalere del possibile coinvolgimento dell’Università Federico II di Napoli, dell’Università di Salerno e dell’UNICAL.
Nell’occasione Aieta ed Angilica avevano manifestato la piena disponibilità del Comune di Cetraro a verificare la fattibilità dell’iniziativa, considerata interessante e meritevole d’attenzione.
Il corso di formazione si dovrebbe s volgere nell’arco di un biennio per un numero complessivo di 600 ore.
A conclusione del corso, ogni allievo sarà in grado di utilizzare in modo creativo le intelligenze artificiali per l’animazione del disegno digitale.
Una figura professionale nuova che potrebbe trovare accesso nel mondo dei nuovi lavori.

domenica 7 ottobre 2007

Marcia per la pace Perugia-Assisi 2007

7 ottobre 2007, tutti i diritti umani per tutti.
Controcorrenteonline partecipa idealmente alla marcia per la pace da Perugia ad Assisi.

venerdì 5 ottobre 2007

Il trailer di Vienna da Fuscaldo

Ecco il trailerdel film di Fabio Marra sulla vita della madre di San Francesco di Paola.

Antipolitica: l'ennesima muta del serpente italiano?

di Luigi Panfili



Recentemente il ciclone dell'antipolitica ha monopolizzato l'attenzione mediatica nazionale, scatenando un'aspra polemica. Ma che cosa sia questa antipolitica sono davvero in pochi a comprenderlo.
C'è chi – come buona parte della politica italiana attualmente al potere – non conosce qualificazioni della politica: non esiste buona o cattiva politica. Esiste solo la politica, così per come concepita da questa classe dirigente, decisamente avanti con gli anni e sicuramente ormai alla fine di un ciclo iniziato negli anni '60-'70 e proseguito indenne per decenni, sotto l'egida della DC e del PCI prima, del Polo e dell'Ulivo poi.
In questo lasso di tempo si sono visti gli effetti e si sono provate le conseguenze del “sessantotto”; si è cavalcata l'onda dello stato d'emergenza causato dal terrorismo (rosso, nero, poco importa) e dalla mafia; si è conosciuto delle trame eversive ordite dalle logge massoniche coperte e dei colpi di stato predisposti fin nei più piccoli particolari (ma fortunatamente mai attuati); si è vista la fine della guerra fredda e del duopolio USA-URSS che ha caratterizzato la politica internazionale fino alle soglie del 1990. Tanta acqua è passata sotto i ponti. Ma la classe politica italiana – e i partiti che ne sono stati espressione – non sono mai cambiati. Sia nelle persone che nelle strutture.
La c.d. “seconda Repubblica”, locuzione con cui si indica ormai correntemente la nuova classe politica emersa dopo le indagini di Tangentopoli, in realtà non è stato altro che una muta del serpente della politica: la sostanza è cambiata poco o nulla. A fronte di cambiamenti epocali che avvenivano nella società, nell'economia, nei costumi e nelle visioni politiche, in Italia ci si è limitati ai soliti “pannicelli caldi” cui siamo da sempre stati abituati.
Ecco perché oggi la strabiliante ondata di consensi catalizzati da Beppe Grillo ingenera nella nostra classe politica dei veri e propri attacchi di panico. Il vaso di Pandora scoperchiato dal comico genovese ha avuto tale successo perché non più rispondente alle vetuste logiche di partito: attraverso l'uso della rete, Grillo è riuscito a sfruttare una forma di comunicazione non censurabile, non lottizzabile e non controllabile dalla politica. La scarsa conoscenza e ancor più scarsa capacità di fare uso di Internet da parte degli attuali esponenti della classe dirigente del paese, ha fatto sì che nessuno si accorgesse di nulla fino alla nota manifestazione del V-Day di Bologna. La raccolta in poche ore di più di duecentomila firme, per concretizzare una legge di iniziativa popolare contenente norme che impediscano a persone condannate a titolo definitivo di sedere sui banchi del Parlamento, è stata una performance straordinaria. Tutto ciò – come ha scritto Sartori sulle colonne del Corriere della Sera – ha fatto veramente mancare la terra sotto i piedi a quanti come Prodi e Berlusconi, forti del controllo mediatico dei mass-media tradizionali, si sentivano sicuri e inattaccabili così come è stato negli ultimi cinquant'anni per la politica italiana.
Il “Vaffanculo-day” di Bologna ha messo in luce (in modo eclatante e plateale) le mancanze più evidenti della classe politica italiana. In primo luogo, il venire meno della questione morale: oggi in Italia si ha una concezione della politica alquanto affaristica, piuttosto che di servizio reso nell'interesse della nazione. Non ci si pone più il problema di ciò che sia giusto o sbagliato, ma solo se sia conveniente o meno in termini di consenso nel breve termine. Il politico mira soprattutto a garantirsi la rielezione, cercando di venire incontro a qualsiasi istanza proveniente dal corpo elettorale. Se questa poi sia lodevole o meno, giusta o sbagliata, moralmente deprecabile o integerrima, questo poco importa.
In secondo luogo è necessario riconoscere che la politica italiana è vittima di una forma acuta di autopoiesi chiusa: è un sistema autoreferenziale che continuamente ruota intorno a sé stesso, stabilendo prima le regole e violandole un attimo dopo; affermando di essere sempre dalla parte giusta, pur commettendo errori marchiani; credendo di non doversi mai sottoporre ad alcun tipo di controllo o di sindacato (sia esso solo politico, o anche giudiziario). Questa è la “Casta” cui i giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo si riferiscono nel loro libro, vera e propria Bibbia da tenere sempre sul comodino per qualsiasi buon politico italiano.
Altro elemento a mio avviso fondamentale è la sostanziale vecchiezza della nostra classe politica: nel Regno Unito il premier Tony Blair ha governato il paese per ben dieci anni, fino ai cinquant'anni; anche negli Stati Uniti il presidente Bush, così come Clinton prima di lui, è salito alla Casa Bianca intorno ai cinquant'anni; e così Putin in Russia e Sarkozy in Francia. In Spagna Zapatero (e Aznàr prima di lui) sono diventati primi ministri addirittura prima, a quarant'anni! In Italia invece a quarant'anni si è ancora portaborse (possibilmente pagati in nero); a cinquant'anni ci si affaccia alla politica che conta. Ma per avere la guida del paese bisogna averne almeno settanta: Berlusconi e Prodi ne sono la dimostrazione. Probabilmente, come intelligentemente sottolineato da Alberto Alesina e Francesco Giavazzi nel loro pamphlet “Il Liberismo è di Sinistra”, la crisi della politica è dovuta in gran parte alla mancata capacità di rinnovamento e di ricambio che affligge il nostro sistema partitico. Le novità, che pur ciclicamente compaiono in Italia, tanto tra i leaders quanto nei programmi, o non danno frutti, o – peggio ancora – vengono inglobate dalle realtà preesistenti. Se poi le stesse arrivino mai al potere, immediatamente si adeguano al sistema, diventando parte integrante della stessa classe politica precedentemente criticata. E' successo con la Lega Nord, è successo con Forza Italia, è successo con i girotondini e con i radicali. E lo stato attuale delle cose non mi fa ben sperare anche per il nascente Partito Democratico, chiunque ne diventi il segretario.
Infine bisogna notare – come dimostrazione del sopirsi in Italia della coscienza critica dell'opinione pubblica – quale risonanza mediatica abbia avuto quello che in ultima analisi è stato uno spettacolo di un comico. Il Vaffanculo-Day di Beppe Grillo, per toni e per modi, è stato più uno show teatrale che una vera e propria manifestazione politica. Tuttavia i contenuti e l'oggetto del V-Day hanno sollevato e reso palesi tutti i suddetti temi, certamente tra quelli di più scottante attualità. Temi che dovrebbero essere all'ordine del giorno in Parlamento e in qualsiasi dibattito televisivo, nonché al centro dell'attenzione da parte dell'opinione pubblica, sono stati trattati e discussi da un comico. E tutto ciò la dice lunga sull'incapacità della nostra attuale classe dirigente di prospettare soluzioni vere ai problemi più pressanti che il paese ha bisogno di risolvere.
Sarà questa l'ennesima muta del serpente italiano?