di Luigi Panfili
Nelle scorse settimane si è assistito alla proposta-shock del ministro Fioroni, il quale dichiarava che sarebbero ritornati gli esami di riparazione a settembre, come avveniva in passato. Ed ecco grandi levate di scudi dal mondo della scuola, in particolare da parte degli studenti, ecco immediati dibattiti parlamentari, con strepiti e critiche al ministro, al governo, a tutti.
Ma è proprio da questo episodio che voglio prendere le mosse per parlare di un argomento che nel nostro Belpaese è ancora tabù, un termine che al solo pronunciarlo si viene guardati male: il merito. Tanto si è dibattuto sui problemi ormai congeniti al nostro sistema scolastico, sulle nostre Università, ma anche sui guasti che quotidianamente vengono compiuti nei concorsi pubblici e nelle assunzioni da parte dei datori di lavoro. Il filo rosso che collega tutti questi temi, la scelta di base che si è chiamati a fare è sempre la medesima: nelle nostre scuole e nelle nostre università bisogna promuovere tutti sul presupposto che si è tutti uguali a questo mondo? O piuttosto si deve confidare sulla meritocrazia, e perciò distinguere il buono dal meno buono?
Il nostro sistema, a fronte di garanzie costituzionali e legislative tra le più all'avanguardia, nella pratica sembra rispondere sempre meno ai criteri meritocratici, e sempre più a quelli cooptativi, di lobby e appartenenza politica, sociale, economica. Oggi – per illustrare un esempio – i titoli di studio (diplomi, lauree, master) non servono quasi a nulla: il mondo del lavoro sente la pressante esigenza di valutare sempre e comunque una professionalità e una cultura assolutamente non garantite nemmeno dai voti più alti conseguiti al termine di un ciclo di studi. Allo stesso modo, l'imprenditore che vuole assumere un dipendente, poca o nessuna attenzione presta ormai al suo curriculum ricco di 100 e di 30 e lode e molto valuta le capacità effettive del singolo di saper svolgere con accuratezza e perizia le mansioni per cui è selezionato. Ugualmente, un professionista che vuole ampliare le proprie attività assumendo collaboratori, poco si interessa degli studi e dei risultati da questo conseguiti, molto invece si interessa di valutarne le capacità concrete e attuali nel saper svolgere il funzioni cui sarà preposto. Insomma, con questo intendo dire che alla base di tutto c'è una sostanziale sfiducia dei datori di lavoro più seri e per la maggior parte privati nei confronti del nostro sistema scolastico. E non a torto.
Di questi periodi si guarda alla scuola, elemento fondamentale di qualsiasi democrazia moderna e dal funzionamento della quale si misura la civiltà di una nazione, non come strumento, ma come fine. Mi spiego meglio: piuttosto che essere strumento di selezione dei migliori e di scarto dei peggiori (criterio meritocratico), la scuola è diventata fine ultimo di molti giovani. Essi infatti sono allo stesso tempo protagonisti e vittime insieme di questo cattivo sistema e si trovano, alla fine del percorso di studi, a dover dimostrare ancora e continuamente le proprie qualità certificate e attestate da scuole non più credibili. E' vero infatti che queste, non privilegiando i criteri di merito, consentono a tutti di andare avanti, di fatto rimandando sempre il momento di una seria verifica delle attitudini e delle potenzialità dei singoli, fin oltre il momento del primo impiego.
Il ministro Fioroni ha capito, e anche bene, la profonda “squalificazione” che caratterizza la nostra scuola, così come la nostra università. E il messaggio dell'altro giorno, così come altri provvedimenti recenti del suo dicastero ne sono un segnale inequivocabile. E' stato un risveglio doloroso per il ministro, il quale si è reso evidentemente conto che andando di questo passo presto avremo il crollo totale del nostro sistema di istruzione. A fronte di tanti guasti prodotti dalla riforma Berlinguer, la quale sembrava eliminare il concetto di merito dalle istituzioni scolastiche, e a fronte di altri guasti della riforma Moratti, si è cercato – fuori tempo massimo come al solito in Italia, ma ben venga – di porre un freno e un limite ad un sistema che io non esito a definire “degenerante”. I famosi “crediti formativi” nelle scuole medie superiori sono stati certamente una novità importante, ma ha portato a preferire la commedia e l'attività c.d. “formativa” alla grammatica italiana e alla matematica e fisica. Col risultato ben poco edificante che tutti noi oggi conosciamo poco l'italiano e abbiamo un gap notevole nei confronti degli altri paesi europei in fatto di preparazione scolastica scientifica. Siamo però ottimi commedianti, graziosi ballerini, eccellenti conoscitori dello strumento telematico, nonché splendidi musici, e via discorrendo. E nel mondo del lavoro spesso questo conta molto più di una perfetta conoscenza dei segreti della geometria. Si corre però il rischio di non distinguere bene cosa sia la scuola dell'obbligo e cosa – certamente altro – sia la scuola di canto, ballo, recitazione, informatica, musica e via dicendo. E nel frattempo, tutti promossi, anche con carenze gravi: per recuperare c'è sempre tempo!
Discorso non diverso vale per il mondo dell'Università. Con la differenza notevole dell'esistenza di due realtà sempre più differenti e distanti: le università statali, con sempre maggiori problemi di fondi e di finanziamenti; e le università private, a volte migliori a volte peggiori delle statali, ma certamente con più fondi disponibili, date le esose tasse che impongono ai propri studenti. Pregiudizio comune e frequente è che un Ateneo elitario e molto selettivo possa essere discriminante, perché i ricchi avrebbero maggior libertà di scelta, mentre i poveri – non avendo pari possibilità – si troverebbero costretti ad usufruire delle più scadenti strutture e delle meno prestigiose docenze. Io dico invece che aprire le università a tutti e renderle accessibili anche ai non meritevoli significa stravolgere il senso stesso dell'istituzione: gli Atenei, nati come centri di altissima formazione e di eccellenza si sono moltiplicati nel tempo sino a diventare un luogo accessibile a tutti, dove la selezione non si svolge o si svolge in modo inefficiente. E la soluzione per rendere più giusto il sistema non è – come da taluni profetizzato – aprire il mondo universitario a tutti e indistintamente. Anzi, sarebbe più giusto il contrario. Semmai sarebbe necessario aumentare ancora di più la selezione, privilegiando i più bravi e scoraggiando tutti coloro i quali non hanno i numeri per affrontare l'università. Quest'ultima non è un obbligo, non è una necessità: è una delle tante possibili scelte da farsi al termine delle scuole medie superiori. E non è assolutamente vero che i più bravi studenti universitari siano sempre i più ricchi. Tutt'altro: se si lavorasse su tasse e contributi, nonché sulle borse di studio, si permetterebbe anche ai non abbienti di affrontare le migliori università, portando ad unico criterio di selezione il merito e non più – come sempre più spesso avviene – il censo. E questo – secondo Alesina e Giavazzi, autori del fortunato pamphlet “Il liberismo è di sinistra” – può avvenire in due modi: addossando i costi delle università sugli effettivi utenti e non sul Contribuente; mettendo a punto un sistema efficace di borse di studio di merito, parzialmente di merito, ed esclusivamente a favore dei percettori di redditi più bassi. Da ciò risulta ovvio che si avrebbero degli incentivi notevoli a studiare, e farlo bene: i costi infatti ricadrebbero esclusivamente sulle famiglie degli iscritti ai corsi e non su tutti i contribuenti italiani. Con tali accorgimenti non si priverebbero i più meritevoli di alcunché. Anzi, si consentirebbe loro di vivere al meglio l'esperienza universitaria pur essendo in ipotesi del tutto sforniti di mezzi. Questa è meritocrazia. Questa è libertà.
venerdì 26 ottobre 2007
mercoledì 17 ottobre 2007
A Irina Litmanovich il Premio Simona Gesmundo 2007
Sono entrambi stranieri i film d’animazione vincitori dell’edizione 2007 del Premio Simona Gesmundo Corti d’Animazione in programma a Cetraro il 26 ottobre prossimo, selezionati tra oltre 40 cortometraggi animati provenienti da tutta Europa. L’evento è inscritto nell’ambito della III edizione della Rassegna Cinematografica Internazionale “IL FIORE D’OGNI DOVE”, ideata e diretta da Matilde Tortora e curata dal Laboratorio Sperimentale G. Losardo.
Si tratta dei cortometraggi “Aal im Schadel” del regista tedesco Martin Rahmlow per la Sezione Digitale e “Khelom’s customs” della russa Irina Litmanovich per la Sezione Disegno Animato . Diverse analogie accomunano casualmente questi lavori: l’anno di produzione, il 2006, la giovane età dei due autori ed il fatto che entrambi i film sono stati presentati come tesi di laurea. Rahmlow si è infatti diplomato alla FilmAkademie di Baden-Wurttemberg, specializzandosi presso l’Animation Institute interno alla facoltà; la Litmanovich, dopo aver frequentato il Department of Visual Communication alla “Bezalel”Arts Academy di Gerusalemme ed aver lavorato come assistente alla regia e direttore artistico in vari studi, si è poi specializzata in regia alla Shar School-Studio di Mosca .
“Aal im schadel” (“Anguille”) racconta la storia di un viaggiatore, che soffre di una misteriosa malattia ed è alla ricerca disperata della la salvezza; “Khelom’s customs” (“Le usanze di Khelom”) è tratto da una leggenda in lingua yiddish e tradotta in russo.
Il Premio Simona Gesmundo Corti d’Animazione, sin dal suo esordio patrocinato dal Conseil du Cinema, de la Televisione et de la Communication Audiovisuelle dell’ Unesco , dalla Presidenza del Consiglio Regionale, dalla Provincia di Cosenza e dal Comune di Cetraro, è organizzata quest’anno in partecipazione con la Giornata Mondiale del Cinema d’Animazione e si avvale dell’importante patrocinio dell’ASIFA - International Animated Film Association.
La manifestazione, dedicata alla memoria della giovane studiosa di cinema e di linguaggi multimediali i cui studi innovativi hanno riscosso consensi e trovato applicazioni in Italia e all’estero, si avvale di una giuria internazionale, quest’anno presieduta da Monsieur Robert Kalman, membro del Comitato Esecutivo dell’ Unesco di Parigi che sarà l’ospite d’onore alla cerimonia del 26 ottobre. Nella scorsa edizione sono stati premiati per la sezione digitale Rags-Stracci di Massimo Carrier Ragazzi e Assenza di Lucia Belli per la sezione Disegno Animato. Sempre nel 2006 sono stati attribuiti riconoscimenti a Simone Massi e a Mario Oliverio, presidente onorario della Rassegna.
La Rassegna Cinematografica Internazionale “IL FIORE D’OGNI DOVE”- Premio Simona Gesmundo Corti d’animazione è presente nel periodico di cultura cinematografica Quaderni di Cinemasud, che ospita i festival di cinema più importanti d’Italia e d’Europa e che privilegia i nuovi autori, il genere documentario e le cinematografie del Sud del mondo.
Si tratta dei cortometraggi “Aal im Schadel” del regista tedesco Martin Rahmlow per la Sezione Digitale e “Khelom’s customs” della russa Irina Litmanovich per la Sezione Disegno Animato . Diverse analogie accomunano casualmente questi lavori: l’anno di produzione, il 2006, la giovane età dei due autori ed il fatto che entrambi i film sono stati presentati come tesi di laurea. Rahmlow si è infatti diplomato alla FilmAkademie di Baden-Wurttemberg, specializzandosi presso l’Animation Institute interno alla facoltà; la Litmanovich, dopo aver frequentato il Department of Visual Communication alla “Bezalel”Arts Academy di Gerusalemme ed aver lavorato come assistente alla regia e direttore artistico in vari studi, si è poi specializzata in regia alla Shar School-Studio di Mosca .
“Aal im schadel” (“Anguille”) racconta la storia di un viaggiatore, che soffre di una misteriosa malattia ed è alla ricerca disperata della la salvezza; “Khelom’s customs” (“Le usanze di Khelom”) è tratto da una leggenda in lingua yiddish e tradotta in russo.
Il Premio Simona Gesmundo Corti d’Animazione, sin dal suo esordio patrocinato dal Conseil du Cinema, de la Televisione et de la Communication Audiovisuelle dell’ Unesco , dalla Presidenza del Consiglio Regionale, dalla Provincia di Cosenza e dal Comune di Cetraro, è organizzata quest’anno in partecipazione con la Giornata Mondiale del Cinema d’Animazione e si avvale dell’importante patrocinio dell’ASIFA - International Animated Film Association.
La manifestazione, dedicata alla memoria della giovane studiosa di cinema e di linguaggi multimediali i cui studi innovativi hanno riscosso consensi e trovato applicazioni in Italia e all’estero, si avvale di una giuria internazionale, quest’anno presieduta da Monsieur Robert Kalman, membro del Comitato Esecutivo dell’ Unesco di Parigi che sarà l’ospite d’onore alla cerimonia del 26 ottobre. Nella scorsa edizione sono stati premiati per la sezione digitale Rags-Stracci di Massimo Carrier Ragazzi e Assenza di Lucia Belli per la sezione Disegno Animato. Sempre nel 2006 sono stati attribuiti riconoscimenti a Simone Massi e a Mario Oliverio, presidente onorario della Rassegna.
La Rassegna Cinematografica Internazionale “IL FIORE D’OGNI DOVE”- Premio Simona Gesmundo Corti d’animazione è presente nel periodico di cultura cinematografica Quaderni di Cinemasud, che ospita i festival di cinema più importanti d’Italia e d’Europa e che privilegia i nuovi autori, il genere documentario e le cinematografie del Sud del mondo.
sabato 13 ottobre 2007
Briganti Calabresi
Anche quest'anno l'Ottobrata Labicana IV Edizione ha fatto registrare una buona affluenza di pubblico. Il luogo: Labico, ad una trentina di Km da Roma. Grazie ad una impeccabile organizzazione la manifestazione ha goduto di variegati interventi: sportivi, gastronomici, ecologici, musicali. Il percorso di scambio culturale, che ormai caratterizza questo appuntamento, ha avuto come atto finale il concerto dei Calabria Logos, che dopo la Romagna e la Basilicata ha rappresentato la Calabria con canti e danze tradizionali nonchè con i brani già consolidati del repertorio. L'evento è stato organizzato dall'Associazione Gastronomica Enologica Labicana (AGEL) con il Patrocinio del Comune di Labico in collaborazione con L'A.S. Volley Labico e L'Associazione Ciclistica Labico.
Giorno 7 ottobre 2007 il gruppo cosentino è partito per la ridente località laziale. La sera dello stesso giorno si è esibito con il proprio spettacolo in seno all’Ottobrata Labicana, manifestazione che ha già riscosso molta notorietà nelle precedenti Edizioni. Ogni anno viene invitato un gruppo musicale rappresentativo della propria Regione. Quest'anno la scelta è caduta sulla Calabria e sui Calabria Logos. L'occasione era di quelle "ghiotte" trattandosi di Sagra Gastronomica con i suoi prodotti tipici. Per contorno i Calabria Logos hanno offerto ai presenti tarantelle, pizziche e serenate. Gli ingredienti indispensabili per le gustose pietanze calabre sono stati estrapolati da “Ancora sud”, l’ultimo lavoro scritto e diretto da Carlo Grillo che è anche il titolo del loro secondo Cd di recentissima uscita.
Musicisti impegnati nella rappresentazione: Carlo Grillo (chitarra classica, battente e voce) ; Antonio Grillo (tammorre e voce) ; Fausto Guido (fisarmonica) ; Carlo Mercuri (flauto e sax) ; Gennaro Sciarrotta (tammorre) ; Christian Beraldi (basso) ; Elena Tosi (corista) ; Carmela Ciardullo (voce narrante). Con la partecipazione della danzatrice Rosalba alle tarantelle ed alle pizziche e di Enzo Giliberti alle tammorriate.
Dopo lo spettacolo il gruppo ha pernottato a Labico e all'indomani si è resa obbligatoria una visita nella Capitale.
Giorno 7 ottobre 2007 il gruppo cosentino è partito per la ridente località laziale. La sera dello stesso giorno si è esibito con il proprio spettacolo in seno all’Ottobrata Labicana, manifestazione che ha già riscosso molta notorietà nelle precedenti Edizioni. Ogni anno viene invitato un gruppo musicale rappresentativo della propria Regione. Quest'anno la scelta è caduta sulla Calabria e sui Calabria Logos. L'occasione era di quelle "ghiotte" trattandosi di Sagra Gastronomica con i suoi prodotti tipici. Per contorno i Calabria Logos hanno offerto ai presenti tarantelle, pizziche e serenate. Gli ingredienti indispensabili per le gustose pietanze calabre sono stati estrapolati da “Ancora sud”, l’ultimo lavoro scritto e diretto da Carlo Grillo che è anche il titolo del loro secondo Cd di recentissima uscita.
Musicisti impegnati nella rappresentazione: Carlo Grillo (chitarra classica, battente e voce) ; Antonio Grillo (tammorre e voce) ; Fausto Guido (fisarmonica) ; Carlo Mercuri (flauto e sax) ; Gennaro Sciarrotta (tammorre) ; Christian Beraldi (basso) ; Elena Tosi (corista) ; Carmela Ciardullo (voce narrante). Con la partecipazione della danzatrice Rosalba alle tarantelle ed alle pizziche e di Enzo Giliberti alle tammorriate.
Dopo lo spettacolo il gruppo ha pernottato a Labico e all'indomani si è resa obbligatoria una visita nella Capitale.
venerdì 12 ottobre 2007
Perugia Assisi: un’armoniosa poesia
Di Tiziana Prezio
Domenica 7 ottobre 2007 si è svolta la marcia della pace Perugia Assisi, è con tanto entusiasmo che posso dire c’ero anche io. E’ stato tutto molto bello, una poesia direi, armoniosa e spettacolare come le parole che si susseguono creando un’armonia irripetibile. E’ stato importante perché eravamo in tanti, 200.000 dicono gli organizzatori e la prefettura, tante persone, pochi politici, molte associazioni uniti nello stesso percorso e con lo stesso fine: dar voce ai diritti umani. Nell’anno in cui ricorre il 60 esimo anniversario della nascita dell’ONU, la Tavola della Pace ha scelto di mobilitare il suo “popolo arcobaleno” per ricordare che purtroppo i diritti umani sono costantemente calpestati e dimenticati. In questa prospettiva si è cercato di essere solidali con la protesta pacifica e silenziosa dei monaci buddisti del Myanmar, invitando i partecipanti a vestirsi con un indumento rosso. Così è stato, la gente ha risposto anche a questo invito. Erano tante le famiglie, i bambini presenti, facevano tenerezza perché saranno loro il destino di domani. Tanti mi hanno chiesto se per me è stato stancante, se ne è valsa la pena, se marciando ho risolto qualche cosa. E’ la speranza in un mondo migliore che ci fa andare avanti, nonostante le tante difficoltà, è stata dura certo, 24 km a piedi con sbalzi di temperatura fastidiosi non sono proprio simpaticissimi, ma ne è valsa la pena perché ho respirato un’aria migliore, mi sono confrontata con tante persone che mi hanno dato molto, ho sentito le parole di persone che non hanno alcuna intenzione di fare la parte dei Pinocchio di turno, perché il cammino della pace è duro, arduo, faticoso e lungo. Certo che non si risolve solo marciando per qualche km, ma quel giorno il mondo ha avuto un segnale unanime di pace.
E’ stata una marcia popolare. Un fiume di gente che si è ingrossato lungo la strada fino a riempirne un tratto di quindici chilometri. Moltissimi giovani e giovanissimi, molte famiglie, molte mamme con i loro figli in braccio. Poche bandiere di partito e di organizzazione. Ma tanta, tanta gente, sparsa un pò lungo tutto il tragitto fin su alla Rocca Maggiore di Assisi che si è colorata degli stendardi dei comuni piccoli e grandi che hanno scelto di partecipare “schierandosi” dalla parte della pace.
Una marcia così lunga, così ampia, così popolare, senza polemiche è un gran fatto positivo per chi si sente impegnato a costruire un Paese migliore in un mondo migliore. Bene hanno fatto (quasi tutti) i politici presenti a mescolarsi tra la folla senza strumentalizzazioni. Bene farà la politica se deciderà di rispondere alle domande di questa gente, a prendere atto dello spessore dei contenuti e delle proposte, se saprà aprire le istituzioni e i partiti alla società, se saprà investire su di essa, sul suo impegno quotidiano, ricco e generoso. Guai se dovessero prevalere ancora atteggiamenti di sufficienza o di superbia. Non c’è una politica di pace senza il sostegno e la partecipazione dei cittadini.
La Marcia dei diritti umani che è giunta ad Assisi prosegue nelle nostre città, nelle nostre scuole, nei luoghi di lavoro, nelle nostre mille associazioni, negli enti locali per la pace. E’ una marcia faticosa ma positiva, propositiva e costruttiva. Il rammarico che io personalmente mi porto dentro è il silenzio, la pigrizia, l’indifferenza delle istituzioni, delle parrocchie, delle scuole, delle associazioni del mio paese e dei paesi limitrofi. E mi domando perché, perché si predica bene e poi … non si partecipa mai? Mi domando se i silenziosi del 7 ottobre parteciperanno alla prossima giornata diocesana della pace come hanno fatto anche gli anni scorsi. E allora perché non si agisce localmente pensando globalmente? Ma nonostante le molte delusioni è con una speranza che mi addormento la sera, è la solita frase di don Tonino Bello che mi frulla nella testa: "Chi spera cammina, non fugge. Si incarna nella storia. Costruisce il futuro, non lo attende soltanto". Buon Cammino a tutti!
mercoledì 10 ottobre 2007
Verso una scuola di corti di animazione a Cetraro
di Gaetano Bencivinni
Primi passi verso la possibile istituzione di una scuola di corti di animazione a Cetraro.
Il sindaco Giusepe Aieta ha contattato l’architetto Raffaele Schiavullo, docente di intelligenze artificiali all’Università Federico II di Napoli, al fine di avviare un confronto tecnico su percorsi, strumenti ed eventuale accesso a fonti di finanziamento specifico.
Il 26 ottobre prossimo Schiavullo sarà a Cetraro ed avrà modo di illustrare l’idea progetto nel corso della terza edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Il fiore d’ogni dove- Premio Simona Gesmundo- Corti di animazione.
A fine settembre scorso l’ipotesi di istituire una scuola a Cetraro e a Pagani in Campania era stata prospettata al sindaco ed al presidente del consiglio comunale Rudi Angilica dalla scrittrice Matilde Tortora e da Gaetano Gesmundo, che avevano indicato i possibili percorsi da seguire nell’ambito di un gemellaggio tra Cetraro e il comune campano.
La scuola si potrebbe avvalere del possibile coinvolgimento dell’Università Federico II di Napoli, dell’Università di Salerno e dell’UNICAL.
Nell’occasione Aieta ed Angilica avevano manifestato la piena disponibilità del Comune di Cetraro a verificare la fattibilità dell’iniziativa, considerata interessante e meritevole d’attenzione.
Il corso di formazione si dovrebbe s volgere nell’arco di un biennio per un numero complessivo di 600 ore.
A conclusione del corso, ogni allievo sarà in grado di utilizzare in modo creativo le intelligenze artificiali per l’animazione del disegno digitale.
Una figura professionale nuova che potrebbe trovare accesso nel mondo dei nuovi lavori.
Primi passi verso la possibile istituzione di una scuola di corti di animazione a Cetraro.
Il sindaco Giusepe Aieta ha contattato l’architetto Raffaele Schiavullo, docente di intelligenze artificiali all’Università Federico II di Napoli, al fine di avviare un confronto tecnico su percorsi, strumenti ed eventuale accesso a fonti di finanziamento specifico.
Il 26 ottobre prossimo Schiavullo sarà a Cetraro ed avrà modo di illustrare l’idea progetto nel corso della terza edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Il fiore d’ogni dove- Premio Simona Gesmundo- Corti di animazione.
A fine settembre scorso l’ipotesi di istituire una scuola a Cetraro e a Pagani in Campania era stata prospettata al sindaco ed al presidente del consiglio comunale Rudi Angilica dalla scrittrice Matilde Tortora e da Gaetano Gesmundo, che avevano indicato i possibili percorsi da seguire nell’ambito di un gemellaggio tra Cetraro e il comune campano.
La scuola si potrebbe avvalere del possibile coinvolgimento dell’Università Federico II di Napoli, dell’Università di Salerno e dell’UNICAL.
Nell’occasione Aieta ed Angilica avevano manifestato la piena disponibilità del Comune di Cetraro a verificare la fattibilità dell’iniziativa, considerata interessante e meritevole d’attenzione.
Il corso di formazione si dovrebbe s volgere nell’arco di un biennio per un numero complessivo di 600 ore.
A conclusione del corso, ogni allievo sarà in grado di utilizzare in modo creativo le intelligenze artificiali per l’animazione del disegno digitale.
Una figura professionale nuova che potrebbe trovare accesso nel mondo dei nuovi lavori.
domenica 7 ottobre 2007
Marcia per la pace Perugia-Assisi 2007
7 ottobre 2007, tutti i diritti umani per tutti.
Controcorrenteonline partecipa idealmente alla marcia per la pace da Perugia ad Assisi.
Controcorrenteonline partecipa idealmente alla marcia per la pace da Perugia ad Assisi.
venerdì 5 ottobre 2007
Il trailer di Vienna da Fuscaldo
Ecco il trailerdel film di Fabio Marra sulla vita della madre di San Francesco di Paola.
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