lunedì 5 marzo 2018

Comitato Difesa Consumatori, avviso iscrizione soci anno 2018

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Comitato Difesa Consumatori, come ogni anno, attua la campagna di iscrizione per i soci calabresi a norma dello statuto che disciplina l’attività di tutela ai sensi del codice del consumo.

I vecchi soci, se non espressamente richiesto, verranno riconfermati mentre i nuovi soci possono contattare gli sportelli o l’email cdc.consumatori@libero.it  o telefonare al n.3395006069.


lunedì 19 febbraio 2018

Bollette 28 giorni: intervento del Comitato Difesa Consumatori

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

COMUNICATO STAMPA
Comitato Difesa Consumatori “RIMBORSATE GLI UTENTI” Bollette 28 giorni: respinto ricorso operatori telefonia.

Comitato Difesa Consumatori fa sapere che il Tar ha respinto il ricorso presentato dalle compagnie telefoniche  Asstel, Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb e Eolo, ed ha  dichiarato illegittime le bollette a 28 giorni , sospendendo  anche i rimborsi automatici spettanti a partire da giugno 2017.
 Fa sapere Pietro VITELLI responsabile del Comitato Difesa Consumatori che le su citate compagnie telefoniche avevano presentato ricorso contro  la delibera AGCOM che aveva stabilito la fatturazione mensile come unica possibilità per i gestori, dichiarando illegittime le bollette conteggiate su 28 giorni. E così come già accennato ,  lo stesso Tar ha sospeso i rimborsi automatici annunciati sulle prime fatture mensili a partire da aprile 2018 che avrebbero dovuto restituire ai consumatori quanto pagato in più, proprio a causa delle bollette calcolate su 4 settimane.

Ovviamente la Nostra Organizzazione di tutela dei diritti dei cittadini consumatori-utenti  non starà con le”mani in mano” anzi, prosegue Pietro Vitelli: continuiamo a spingere su tutti i soggetti coinvolti, operatori di telefonia mobile, fissa e pay-tv, nessuno escluso, affinché tutti i consumatori ricevano indietro quanto versato indebitamente. In quanto, con le fatture a 28 giorni abbiamo pagato un mese in più all'anno e, sicuramente ,ci batteremo  per ottenere la restituzione delle somme in più sottratte alle tasche  dei consumatori.

In conclusione fa sapere il Comitato Difesa Consumatori, le compagnie hanno tempo per adeguarsi fino al 4 aprile 2018 e,  nel caso in cui,  dovessero violare la norma dovranno pagare ai consumatori un indennizzo forfettario pari a 50 euro entro una data stabilita dall'Autorità delle Comunicazioni, più 1 euro per ogni giorno successivo alla scadenza.

Inoltre, l’AGCOM ha anche raddoppiato la sanzione  da un minimo di 240.000 euro a un massimo di 5 milioni.

venerdì 26 gennaio 2018

Comitato difesa consumatori ad Oliverio: che fine hanno fatto i finanziamenti per i danni del maltempo 2009?


Riceviamo e volentieri pubblichiamo...

COMUNICATO STAMPA

Per non dimenticare” Comitato difesa consumatori ad Oliverio: che fine hanno fatto i finanziamenti per i danni del maltempo 2009?

E’ ormai prossima la data del 27 gennaio , giorno in cui si vuole ricordare  e “per non dimenticare “ che in quel periodo, sulla Calabria si scatenò la fine del mondo a causa delle avverse condizioni atmosferiche che segnarono in modo indelebile la nostra regione.
In quel fatidico giorno dell’anno 2009, fa sapere il prof. Pietro Vitelli Responsabile  del Comitato Difesa Consumatori, morirono sull’autostrada, nei pressi dello svincolo di Rogliano (Cs) a causa di una frana assassina, un gruppo di sportivi che rientravano da un torneo disputato fuori dalla nostra regione. Nel pomeriggio del 27 gennaio 2009 lungo la costa tirrenica, sempre a causa delle particolari condizioni climatiche, caratterizzate da bufere di pioggia e vento con raffiche che raggiunsero i cento kilometri orari, vi furono una serie di smottamenti, ricordiamo la frana sulla S.S. nei pressi di Belvedere Marittimo e nel territorio del Comune di Cetraro ,  nonchè  nell’entroterra  della provincia di Cosenza, facendo temere un vero e proprio isolamento della nostra regione con il resto d’Italia.
A nulla valsero gli interventi immediati della Protezione Civile e  dei Vigili del Fuoco, atteso che, il protrarsi  degli eventi atmosferici  per diversi giorni , indussero per ragioni di sicurezza, i sindaci dei comuni interessati dal maltempo, ad allontanare con Ordinanze Municipali, i vari nuclei familiari, sistemandoli in alloggi di fortuna nonché negli alberghi posti nelle immediate vicinanze.
 A tutt’oggi conclude  IL PROF. Pietro Vitelli   facendo un appello al Presidente della Regione Calabria on.le Mario Oliverio tramite i media calabrese, affinchè faccia sapere in modo esplicito e senza raggiri, come mai ancora non vengono liquidate ai cittadini calabresi che a tutt’oggi si trovano in grave difficoltà per i danni subiti dal maltempo che ha colpito la Calabria nei mesi di gennaio e febbraio 2009 ? Inoltre come mai non si da pratica attuazione alle Ordinanze di Protezione Civile  ed in particolare alle O.P.C.M. n° 3734/2009 e 3741/2009 per dare ristoro   alle popolazioni calabresi danneggiati dal maltempo del 2009 ???????????







giovedì 14 dicembre 2017

Regali sicuri ai bambini, i consigli del Comitato Difesa Consumatori

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA

COMITATO DIFESA CONSUMATORI: OTTO BUONI CONSIGLI PER L’ACQUISTO DI GIOCATTOLI  SICURI.

Che il Natale 2017 si avvicina , si percepisce dall’aria che respiriamo e, dall’anticipo degli addobbi luminosi tipici delle festività di fine anno che illuminano e colorano già,  le strade delle città. Mentre lo scorso anno le famiglie eravamo attanagliati, dichiara Pietro Vitelli responsabile del Comitato Difesa Consumatori, dal particolare momento di crisi congiunturale, quest’anno molti indicatori economici ci fanno ben sperare in una se pur lieve miglioramento ovvero ad una piccola disponibilità monetaria da finalizzare  all’utilizzo per qualche regaluccio ai nostri cari.
Un pensiero, quasi un obbligo, lo rivolgiamo ai bambini e quindi, all’inevitabile condizione per l’acquisto di giocattoli che non facciano male, né a chi lavorando li produce, né ai bambini.
Per valutare quali siano le condizioni di lavoro in cui sono prodotti e se siano sicuri  Pietro Vitelli Responsabile per la Regione Calabria, fa sapere che la organizzazione di tutela da lui rappresentata ossia Comitato Difesa Consumatori, vuole fornire alcuni importanti consigli alle famiglie dei calabresi che per l’occasione della solenne festività acquisteranno giocattoli per i propri cari, riscontrando che anche quest’anno, il prodotto merceologico “giocattolo” fa registrare lacune su sicurezza ed etica della produzione.

Pietro VITELLI  vuole porre anche l’attenzione con un pizzico di riflessione rivolta  alle politiche sociali e ambientali e tanto più necessaria , dato il momento di crisi nera, dove risparmiare  la parola d’ordine è “prezzi stracciati” che non può o non deve fare rima con “diritti violati”.
Infatti, già negli anni passati, un’indagine di una ben nota associazione di consumatori, aveva già acceso i riflettori sulle regioni dove si è concentrata la produzione mondiale – la provincia del Guangdong, in Cina; è da qui che esce il 70% dei giocattoli venduti in tutto il mondo ed anche in Calabria.

Sul fronte della sicurezza dei prodotti fa sapere Pietro Vitelli, va posta una particolare attenzione alla sicurezza per come vengono costruiti ed assemblati la maggior parte dei giocattoli che provengono dall’oriente.
In conclusione dichiara Pietro Vitelli tramite la organizzazione di tutela Comitato Difesa Consumatori è forse il caso di fornire pochi ma importanti consigli pratici a chi sta per acquistare giocattoli:

1.             occhio alla garanzia CE – scegliere solo giochi con questo marchio, dovrebbero aver seguito le norme di sicurezza;
2.             scegli negozi affidabili – attenzione a chi vende per strada;
3.             sì alle istruzioni d’uso – leggere, seguire indicazioni e non usare i giochi in modo improprio;
4.             solo età giusta – il prodotto deve essere adatto all’età del bambino;
5.             pericolo piccoli pezzi – evitare prodotti con piccole parti per bimbi di meno di tre anni
6.             via la scatola – rimuovere tutta la confezione, lacci, nastri, plastiche;
7.             occhio mentre gioca – usare il gioco in modo appropriato;
8.             donare non buttare – regalare ciò che non si usa più ed è in buone condizioni a scuole; consultori; ospedali, asili.



 prof.Pietro VITELLI
 Responsabile Comitato Difesa Consumatori
Telefono Mobile 339.5006069 – 333.9766666
http://comitatodifesaconsumatori.wordpress.com

martedì 17 ottobre 2017

Bollette e energia, i consigli del Comitato Difesa Consumatori

Riceviamo e pubblichiamo...



COMUNICATO STAMPA

Bollette e energia, il grande imbroglio dei contratti non richiesti.
Cosa fare i consigli di Pietro VITELLI  Comitato Difesa Consumatori.

Che anche nella Nostra regione  prevale una grande popolazione di cittadini consumatori-utenti “avanti con l’età anagrafica”, non è una novità , anzi, meglio così, fa sapere  Pietro Vitelli  responsabile del Comitato Difesa Consumatori. Proprio per questa premessa gli anziani -  sono sempre più spesso oggetto delle “mire” su possibili  modalità truffaldine da parte di soggetti privi di scrupoli che  attuano metodiche commerciali scorrette, nei settori dei servizi primari .  Pur essendo trascorsi   più di quarant’anni dalla prima Carta europea per la protezione dei consumatori, rammentano gli esperti del Comitato Difesa Consumatori, il fenomeno dei raggiri è una piaga sociale più grave che mai. con una aggravante però ,  un bel pezzo di queste truffe sono portate avanti da “società del tutto legali” che operano con  “metodi illegali”  per estorcere le sottoscrizioni dei contratti di energia elettrica e gas. E secondo la stima orientativa fatta dal Comitato Difesa Consumatori   questi “contratti non richiesti” raggiungono circa un “ milione”  , in tutta Italia.
Numero difficile da verificare ma su cui  Pietro VITELLI, non ha dubbi.  Vogliamo Riportare  i dati delle sanzioni  già pubblicati da altre associazioni di consumatori in Italia   relativi all’Autorità Antitrust (Agcm)  che ha inflitto nel corso dell’anno passato  agli operatori principali nel settore dell’energia in Italia.  Gli ultimi della lista sono stati, a gennaio, Iren Mercato (830mila euro di sanzione), Estra Energie ed Estra Elettricità(500mila euro) ed Enegan (280mila euro). A partire dal 2015 provvedimenti erano stati presi contro altre società: Enel Energia, Eni, Acea, HeraComm, GdF Suez (ora Engie), Beetwin (ora Geko) e Green Network. .

La buona notizia, è che, sono in corso di sottoscrizione dei protocolli tra le stesse associazioni di consumatori e le principali società di fornitura di energia. Ciò  dovrebbero portare dalla forte penalizzazione alla cancellazione da una “white list” delle agenzie che si rendano responsabili in più occasioni di queste truffe. Tale  obiettivo, fa sapere Pietro Vitelli responsabile del Comitato Difesa Consumatori è di arrivare ad almeno  una decina di protocolli. Anche a seguito delle sanzioni dell’Antitrust le società si sono impegnate a revisionare i processi di acquisizione di nuovi contratti, in seguito verificati dall’Autorità. L’eccezione, ha scritto a gennaio l’Agcm, è rappresentata da Green Network, nei cui confronti all’epoca era in corso un procedimento per inottemperanza portato avanti da un’associazione di consumatori .
Pietro Vitelli spiega ora  come  “funziona il meccanismo di truffa”  ed aggiunge che : basta leggere, collegandosi al sito dell’Agcom  i documenti ufficiali  e comprendere, come  questi contratti vengono stipulati tramite reti di agenti, che operano porta a porta o attraverso il teleselling.
 Non ci sono solo i problemi classici di queste situazioni: lo sfruttamento di un contesto di razionalità limitata e asimmetria dei consumatori, l’effetto sorpresa dato dal considerare su due piedi una proposta commerciale, la documentata difficoltà se non impossibità di ricordare tutte le caratteristiche di offerte complesse e di fare confronti razionali senza avere tabelle davanti. C’è molto di peggio, a parere  dell’Agcm suona così:  “La conclusione di contratti di fornitura in assenza di qualsiasi manifestazione di consenso del consumatore , perfino attraverso l’apposizione di firme false  e, in caso di attivazione della fornitura non richiesta, l’ingiustificata richiesta di pagamento della fornitura da parte del venditore non richiesto”. Tutto ciò rende l’idea di cosa succeda, nel porta a porta.
Per far meglio comprendere ai lettori Pietro Vitelli accenna ad  una situazione tipica  che è quella di un cittadino che viene avvicinato e, dichiara di non essere interessato. In seguito uno dei “ ragazzi” delle “squadre” di venditori chiede di firmare un documento, solo come attestazione che è passato da quella casa. Intanto l’ignaro consumatore appone la propria   firma, ma è solo la metà di quel che serve.

 L’altra parte necessitante per l’attivazione sono i  “numeri “ che si trovano sulla bolletta ossia il Pdr e il Pod,  operazione questa  a cui facilmente vengono  copiati o fotografati dai venditori nel momento in cui un cliente mostra la propria bolletta. Questo numero spesso viene chiesto anche via telefono, in caso di teleselling. Ma vediamo cosa succede  dopo , “ viene attivato un contratto all’ insaputa del consumatore” . In seguito, l’utente consumatore ,si trova una lettera nella casella della posta da parte della società di fornitura di energia che dà conto dell’avvio del contratto.  E se, come spesso accade, il consumatore - specie se anziano - non fa nulla, perché non ricorda di aver stipulato alcun contratto, partono le nuove bollette.
A condannare detto comportamento sono le sentenze dei giudici di pace  i quali hanno disposto che ,  “in caso di contratti non richiesti, non si è tenuti a pagare la fornitura di energia nei primi mesi”. Detto principio giuridico è rafforzato dall’Antitrust nonchè dall’Autorità dell’energia e il gas.



Il caso più grave di questi contratti non richiesti? Quello in cui agli anziani viene fatto firmare un documento, spacciato come semplice testimonianza del passaggio da una casa. In realtà, poco dopo, arriva la bolletta a casa del consumatore.
Comitato Difesa Consumatori fa sapere che, a tale riguardo, è in atto un tentativo di dissuasione nei confronti  delle squadre di giovani, che vengono reclutati dal titolare di un’agenzia, e che vengono pagati a contratto firmato riuscendo  a far intervenire agenti  dell’ispettorato del lavoro e della Guardia di Finanza» A tale riguardo ci auguriamo che prima possibile  le associazione dei consumatori   possano incontrare i rappresentanti  dell’associazione dei grossisti di energia, per chiedere l’inserimento di un albo dei venditori all’interno del ddl Concorrenza, testo che ha nell’abolizione del mercato a maggior tutela dell’energia (dal 2019)  uno dei punti più rilevanti.
Per ultimo, recentemente , qualche associazione di consumatori italiani  sta,  invece,  seguendo un altro approccio, quello di proporsi come mediatori tra fornitori di energia e consumatori, attraverso un comparatore di offerte e un sistema di gruppi di acquisto che prevede delle aste tra operatori. A memoria di Pietro VITELLI  responsabile di Comitato Difesa Consumatori, i risultati , delle aste , fatte fino ad oggi,  hanno visto un risparmio ad esclusivo appannaggio dei fornitori operanti solo ed esclusivamente del nord Italia escludendo dalla possibilità di beneficiare degli sconti i cittadini consumatori-utenti   del centro e del meridione .


prof. Pietro VITELLI
Comitato Difesa Consumatori
Web : sito web:https://comitatodifesaconsumatori.wordpress.com/
Mobile : 339.5006069

giovedì 21 settembre 2017

Voli cancellati Ryanair, come fare: i consigli del Comitato Difesa Consumatori

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA

Voli cancellati Ryanair, come fare: i consigli del Comitato Difesa Consumatori

In questi giorni la compagnia aerea Ryanair lascerà a terra migliaia di passeggeri annunciando la cancellazione di circa 50 voli giornalieri e così sarà per le prossime sei settimane.
Trovare le informazioni sul proprio volo non è facile, fa sapere Pietro Vitelli, responsabile del Comitato Difesa Consumatorii consumatori.
La ben nota compagnia aerea con sede nella Repubblica Irlandese, che con le sue stranezze ha l’obbligo del risarcimento nei confronti dei consumatori in conformità del regolamento UE n.261/04 nonché, nelle ulteriori somme nel caso in cui i passeggeri abbiano subito dei danni consequenziali alla cancellazione e che possano essere provati.

Tanti passeggeri ci hanno rappresentato la difficoltà di collegamento al sito della compagnia di volo Ryanair, sottolineando la difficoltà nel reperire le informazioni sui ritardi e sulle cancellazione dei voli.

 Ecco cosa si può fare per chiedere il rimborso del biglietto da effettuarsi entro 7 giorni o, in alternativa ,un altro volo non appena possibile stabilendo una nuova data.

Il Regolamento prevede anche la possibilità di ottenere a un indennizzo in moneta corrente così previsto:
- 250 euro per voli inferiori a 1500 km;
- 400 euro per voli intra-Ue superiori a 1500 km e per le altre tratte comprese tra 1500 e 3500 km;
- 600 euro per voli extra-UE superiori a 3500 km.

Ma fate ben attenzione - prosegue Vitelli - il malcapitato viaggiatore deve farsi carico di inviare una lettera a Ryanair per la richiesta di indennizzo per cancellazione voli. E non finisce qui, la compagnia aerea può ridurre l’ammontare dell'indennizzo del 50% se la prenotazione su un volo alternativo comporta un ritardo all’arrivo di non più di 2, 3 o 4 ore , in funzione delle distanze chilometriche, che lo stesso viaggiatore deve percorrere, rispetto all’orario del volo originario.

Mentre invece , conclude Vitelli responsabile del Comitato Difesa Consumatori, non è previsto alcun indennizzo monetario nel caso in cui :
- il viaggiatore è stato informato della cancellazione almeno due settimane prima della partenza;
- il viaggiatore è stato informato della cancellazione nell’arco temporale tra le 2 settimane e i 7 giorni prima della partenza prevista ed allo stesso, è stato offerto un volo alternativo per consentire di partire non più di due ore prima dell'orario previsto e tale da raggiungere la destinazione finale in meno di 4 ore dopo l'orario d'arrivo previsto;
- il viaggiatore è stato informato della cancellazione meno di 7 giorni prima della partenza prevista e contestualmente viene offerto un volo alternativo in modo che il viaggiatore possa  partire non più di un'ora prima dell'orario previsto , raggiungendo la destinazione , in meno di 2 ore dopo l'orario d'arrivo previsto.

Viene consentito al passeggero l’opportunità di chiedere alla compagnia aerea anche il risarcimento dei danni subiti a causa della cancellazione del volo , ovviamente il soggetto danneggiato, dovrà provare la natura dei danni.

Piero Vitelli
Comitato Difesa Consumatori

martedì 12 settembre 2017

Come difendersi dalla truffe telefoniche: i consigli di Pietro Vitelli Comitato Difesa Consumatori

COMUNICATO STAMPA

Il numero di utenti vittima della cosiddetta “truffa del sì” sembra essere in crescita esponenziale fa sapere Pietro Vitelli responsabile del Comitato Difesa Consumatori, i nostri numeri telefonici a disposizione dei cittadini consumatori-utenti  della Calabria del Lazio e dell’Umbria sono continuamente gettonati per ricevere consigli su come uscire dalle grinfe dei gestori telefonici.
Infatti, prosegue Pietro Vitelli, a chi non èi capitato  di ricevere, su telefono fisso o telefono cellulare, 02 o prefisso 06 e chiedervi  a chi appartiene questo numero? Nella stragrande maggioranza dei casi la risposta è una: call center di telemarketing pronti chiamate da prefisso a proporvi la solita offerta irrinunciabile. Se così dovesse essere, fate attenzione a come rispondete: come si sente dire spesso in TV “quello che direte potrebbe essere usato contro di voi”. Non in tribunale, però, ma in fase di sottoscrizione di un nuovo contratto.
Ed è proprio in questo istante che l’ignaro cittadino deve fare attenzione alla truffa del sì.
Comitato Difesa Consumatori ascoltando  le  diverse testimonianze di utenti ignari  del trattamento loro riservato, avverte che capita spesso che in seguito alle chiamate di uno di questi call center ci si ritrovi con una richiesta di cambio di operatore, sia esso telefonico, energetico o gas. Il tutto, a detta degli utenti, non voluto né richiesto e che,  a loro dire, sarebbero rimasti vittima della cosiddetta truffa del sì ( ben altra cosa da non confondersi con l’altro sistema messo in campo da gestori  senza scrupoli consistente  nella metodica atta a  svuotare il credito telefonico), un fenomeno  in crescita causando non pochi problemi e disservizi a chi ne è vittima ed abbocca .

Entriamo ora nel dettaglio per vedere come funziona la truffa del sì.
Il funzionamento di questa truffa telefonica è piuttosto semplice affermano gli esperti del Comitato Difesa Consumatori, si  riceve una chiamata sia su linea fissa sia su telefono cellulare e che,  normalmente viene visualizzato sul display da un prefisso 02 o prefisso 06 (ma anche da un altro prefisso telefonico italiano) e l’operatore dall’altra parte ci chiede se siamo il signor “nome e cognome”. E’ proprio nel fornire la risposta a questa anomala richiesta, riferiscono coloro i quali ne sono rimasti vittime, se rispondete “Sì” a questa domanda, siete caduti nella loro trappola: tramite un abile lavoro di montaggio audio, quel “Sì” viene aggiunto a domande mai ricevute in una conversazione mai avvenuta. E, anche se chiederete la registrazione della chiamata, ricevereste un file poco comprensibile e di fatto inutilizzabile. Insomma, avendo confermato il proprio nome e cognome ci si ritrova con un nuovo contratto sottoscritto.

Ecco il consiglio di Pietro Vitelli  su come comportarsi nel rispondere ai call center per non cadere nella truffa:

Se avete  attivato il servizio per il riconoscimento dei numeri telefonici  potete già sapere o  immaginare  chi vi sta cercando. A quel punto potete decidere di  rispondere o di non rispondere ed, eventualmente, preparare mentalmente  le risposte che non prevedano un “sì”. Se,  conclude Pietro Vitelli , vi dovessero chiedere “Siete voi il signor nome cognome”, la risposta è “Sono io”; in caso vi chiedessero “Voi avete già un contratto di fornitura per…” bisogna rispondere,  “Ho stipulato da tempo  un contratto con…” nel caso continuassero la loro conversazione  con “Le posso descrivere la nostra proposta” bisogna seccamente replicare  , con un “Faccia pure”  o  “No grazie”  e se dovessero insistere esasperandovi, usate le terminologie…… (scusate il consiglio ma dato i tantissimi casi registrati e discusse con persone anziane che mortificati dell’accaduto singhiozzano per telefono )………… poco urbane”………. .

prof. Pietro VITELLI
Comitato Difesa Consumatori
Web : sito web:https://comitatodifesaconsumatori.wordpress.com/
Mobile : 339.5006069