lunedì 19 aprile 2010

Su Twitter ricette in 140 battute

In uno degli ultimi post abbiamo parlato di una interessante iniziativa del nuovo blog sostenuto dal network di Contro corrente online, In cucina con Tata: Le ricette di Tata in 140 battute sul social network Twitter. La food blogger posta tweet con la versione “ristretta” delle sue guide culinarie.

Un esperimento stilistico interessante. Un uso originale dei social media. Ne abbiamo parlato con la curatrice del blog.


Perché uno spazio su Twitter?

È stata un’evoluzione naturale. Ogni volta che posto una ricetta sul blog la condivido su Facebook e lo stesso possono fare i lettori. Mancava uno spazio su Twitter.


Come ti è venuta l’idea delle mini-ricette?

Non volevo limitarmi a usare il social network come semplice strumento di promozione del blog come fanno in molti. Volevo farne uno spazio parallelo autosufficiente. Chi non legge In cucina con Tata può tranquillamente seguire Le ricette di Tata in 140 battute e viceversa. I link tra i due spazi sono e saranno sporadici.


Se bastano 140 battute per quale motivo i navigatori dovrebbero andare sul blog principale?

Be’, gli spazi “angusti” di Twitter necessariamente mi costringono a sacrificare alcuni aspetti. La precisione, innanzitutto, e la parte grafica: su Twitter niente foto e video.


Come fai a sintetizzare ricette anche molto complicate senza usare link di approfondimento?

Faccio ricorso alla fantasia. Invento abbreviazioni particolari, comunque comprensibili.


Un paio di esempi…

Per prima cosa elimino gli spazi vuoti. Le ricette sono scandite da segni di interpunzione e da simboli che ricordano il linguaggio usato per i messenger e gli sms. Così “con” diventa “&”, “aggiungi” diventa “+”, “c” minuscolo sta per “cucchiaino”, “C” maiuscolo per “cucchiaio” e via di questo passo.

3° EDIZIONE VETRINA FILM CETRARO




24 APRILE 2010 ORE 18:30 TEATRO COMUNALE DI CETRARO






mercoledì 14 aprile 2010

Modi originali di usare Twitter: le ricette in 140 caratteri di In cucina con Tata

Nuova, interessante iniziativa su Twitter, il social network cinguettante.

Il blog specializzato in foto-ricette In cucina con Tata ha lanciato un esperimento a metà tra l'esercizio di stile e l'abilità culinaria: mini-ricette e piatti completi in 140 battute.

Sul canale Twitter del blog ci sono già le prime ricette in miniatura.


In Italia non ci sono iniziative simili, mentre all'estero qualcuno ci sta provando da tempo.


lunedì 12 aprile 2010

Golf Club San Michele, a Quintiero il trofeo Video Calabria - Pilsner

Grande spettacolo domenica scorsa sui green del Golf Club San Michele di Cetraro, in provincia di Cosenza.

Il sesto trofeo “Video Calabria – Pilsner Urquell”, torneo Stableford due categorie su un giro di 18 buche, è stato uno degli eventi più importanti per il golf calabrese in questa prima parte della stagione 2010. Alla gara hanno partecipato atleti provenienti da diverse regioni italiane (Calabria, Piemonte e Molise), seguiti da un pubblico entusiasta. Tee shot in contemporanea alle 10 e 30.

Il successo è andato al giovane Piergiorgio Quintiero, primo nella classifica generale lordo con 33 punti davanti a Giovanni Iozzi (28 punti) e Gabriele La Cava (27 punti).

Nella prima categoria Netto si è imposto Alessandro Moliterno davanti a Giovanni Iozzi. Il successo nella seconda categoria è andato a Pietro Nervoso, seguito da Luigi Francavilla. Tra i più giovani successo del piemontese Davide Zanellati (primo Juniores), mentre nella categoria Ladies si è imposta Maria Appiani. Primo Seniores, infine, Walter Giancola.

La gara si è svolta su fairway e green in condizioni perfette, che hanno permesso agli atleti di esprimere un golf a tratti spettacolare.

Prima e dopo la premiazione il pubblico è stato intrattenuto dalla voce di Federico Stragà, vincitore nel 2002 di Un disco per l’estate.

venerdì 12 marzo 2010

Un aiuto in cucina...

C'è un nuovo blog nel circuito di Contro corrente online. Si chiama In cucina con Tata: ricette creative, consigli per soluzioni veloci, piatti originali. Da tenere d'occhio.

giovedì 11 marzo 2010

Altroconsumo Calabria: "Non rischiate la pelle..."

“L’Organizzazione mondiale della sanità ha elevato le lampade UV alla categoria di cancerogeno di massimo rischio. I centri abbronzanti dovrebbero essere dunque gestiti con la massima cautela, efficienza e professionalità nel trattare clienti e macchinari”. Pietro Vitelli, responsabile di Altroconsumo Calabria, mette in guardia i consumatori.

“Traendo spunto da quanto già accertato in diverse città d’Italia, mi prefiggo con questo comunicato di fornire ai lettori calabresi, tramite la sede di Altroconsumo Calabria, comunicazione sui risultati effettuati in 50 centri abbronzanti di otto città, dimostrando che i cittadini non sono tutelati: scarse informazioni preventive, scarsa attenzione alla salute dei clienti, libero ingresso ai minori. Solo 15 centri su 50 passano l'esame degli esperti di Altroconsumo. I controlli delle Asl, se ci sono, sono ad armi spuntate. In un quadro normativo inesistente, eccetto per una solo regione in tutt’Italia il Piemonte”.

Maggiori dettagli sullo studio prodotto dopo l’inchiesta sono consultabili sul sito www.altroconsumo.it.

“Giovani donne non abbronzate e con la pelle chiara - prosegue Vitelli - si sono presentate agli operatori, dichiarando di assumere la pillola anticoncezionale, verificando quali informazioni e quali strumenti (come gli occhialini) fossero messi a disposizione. All’uscita chiedevano di poter portare con sé un minore in una seduta successiva. Per quest’ultima domanda solo il 20% del campione ha fornito la risposta corretta: “No, i minori non possono”. Infischiandosene delle indicazioni dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro secondo cui il rischio di tumore cutaneo aumenta del 75% se la tintarella diventa un’abitudine prima dei trent’anni”.

Altri risultati allarmanti elencati da Altroconsumo: “Nel 30% dei casi non sono stati consegnati gli occhialini, pur avendoli richiesti esplicitamente, perché giudicati dagli addetti “non necessari”. Nel 78% dei centri non sono state fatte domande per stabilire il tipo di pelle e le eventuali cautele da adottare. In nessun centro sono stati consegnati opuscoli o fogli informativi dove si citassero i farmaci fotosensibilizzanti, come antibiotici, antinfiammatori, per evitare l’insorgere di macchie scure o arrossamenti”.

“A seguito di ciò ed a tutela della salute dei consumatori-utenti Altroconsumo ha inviato una lettera al viceministro della Salute per denunciare il degrado del settore, privo di regole condivise e applicate e di controlli sull’efficacia dei macchinari e sulla preparazione del personale. Nel caso in cui i cittadini calabresi avessero riscontrato “sulla propria pelle” disservizi o problemi collegati a trattamenti abbronzanti, possono rivolgersi alla nostra organizzazione di tutela per segnalare l’accaduto”, conclude Vitelli.

mercoledì 3 marzo 2010

Avevo trecento amici

di Carlo Andreoli


Molto meglio che al bar, gli amici si trovano quest’oggi su Facebook: un social network – com’è chiamato questo luogo di perdizione del buon senso – dove milioni di vite e d’esistenze umane s’incrociano a vicenda per celebrare, in allegria, un quarto d’ora di celebrità informatica.
“Come non sei su Facebook?!” mi fa l’amica esterrefatta, puntandomi lo sguardo basìto di chi conosce le delizie della vita e vorrebbe farne parte l’amico riluttante. “T’iscrivo io: guarda com’è facile!”. La registrazione parte, infatti, spedita come un rapido: trattandosi di rispondere ad una raffica di domande che ti farebbero, nel caso, l’anagrafe del comune, la dirimpettaia e poi l’amica del tuo cuore. Ti si chiede un po’ di tutto: sesso, età, stato civile, scuole e corsi frequentati, gusti e cibi prediletti, attitudini del corpo e della mente; come pure - se n’hai voglia - cartelle zeppe di foto d’occasione – diploma, laurea, compleanni, matrimoni e nozze d’oro– oppure ancora video, dei più vari e disparati, che ritraggano e immortalino la quotidianità.
Se avete varcato indenne questa forca caudina, ogni inibizione è come superata nell’atto in cui compare la vostra foto piccola nell’abaco di volti planetario. “Adesso, arriva il bello!” assume la mia amica-anfitrione. Dopo qualche giorno, comincia infatti a pioverti un buon numero di “richieste d’amicizia” cui è improbo sottrarsi: vecchi compagni di scuola e d’università, perduti amori ed ostici colleghi che manco salutavamo, ci offrono col cuore una profferta d’amicizia. E la faccenda, di lì a poco, si complica e infittisce, giacché inesorabilmente si finisce per diventare amici degli amici: sicché gente affatto ignota si prenota – fosse pure alle Canarie – per diventare vostra amica e condividere con voi momenti lieti di svago e di lazzo cibernetico. Perché un tale afflato cosmico d’affetto, comporta poi un dialogo che procede a un dipresso come segue: un’amica capo-cordata - ce n’è sempre una che si piglia tale incarico – esordisce, alle tre del pomeriggio, lamentando un forte mal di testa: “commenta” suggerisce un link. E così, di punto in bianco, un amico dietro l’altro si dà a confezionare una serie di pensieri, sopra il male momentaneo dell’amica, da far impallidire lo zibaldone del Leopardi. Mano mano, s’aggiungono altri amici – della torma già abbondante – che esternano altri gioielli di pensiero logico-umorale; fintanto che, a tarda sera, c’è un palinsesto di commenti, miniato dalle foto degli astanti, i quali, evidentemente, avranno un poco trascurato il lavoro e le bisogne di giornata pur di partecipare a simile consesso.
Ma come si fa ad emergere nel procelloso mare magnum di Facebook? Dato ch’emergere è considerato oggi un’esigenza indifferibile. Ci sono alcuni trucchi o vuoi consigli: il più notevole dei quali è quello d’essere ammiccante a tutti i costi. Nella scaletta “preferenze”, che appare sotto la tua foto, non mettere, ad esempio, le pappolate solite: come fanno centinaia di facebooker che hanno scoperto tutti assieme d’amare la nutella: metti la sacher-torte che, pur se non conosci, trovi invero deliziosa. E, nella sfilza degli amici, che scorre maliziosa e dilettevole, trascegli pure quelli che possano darti un tono d’allusiva sciccherìa: nomi e volti stuzzichevoli e di gente originale e alternativa. Anche se sei una cozza, solo così potrai dar atto – nella repubblica di Facebook – d’una tua avvenente, ancorché misconosciuta, personalità.
Io personalmente, dopo giorni di rodaggio, mi sono cancellato. Avere trecento amici, sarebbe stato troppo finanche per il serafico d’Assisi. E poi il tipo di relazioni riscontrate mi portava alla memoria certi incontri da vagone ferroviario da dimenticare. Sarò pure démodé, ma quando parlo ad un amico pretendo ancora di guardarlo negli occhi. E tutto questo, la collezione d’avatar di Facebook, non riesce proprio a garantirlo. Se mi volete, dunque, non cercatemi su Facebook: ho il privilegio di non esserci.