venerdì 5 settembre 2014

Calabria, caccia al risparmio con Altroconsumo


Inchiesta sulla grande distribuzione a Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e altre  68 città italiane. La fotografia su super, iper e hard discount con la mappa della convenienza

Pietro Vitelli, responsabile Altroconsumo Regione Calabria, dopo l’avvenuta mappatura dell’inchiesta portata avanti dalla propria associazione indipendente di consumatori, condotta anche  nelle città di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, rende noti i risultati dell’inchiesta.
“La geografia del risparmio e le dinamiche concorrenziali nella grande distribuzione in 68 città di tutta Italia incrociano le scelte puntuali del consumatore e cosa decidiamo di mettere nel carrello della spesa una volta dentro il punto vendita. Due variabili che combinate tra loro possono dar luogo a una partita vincente: il risparmio medio in un anno per una famiglia italiana  che scegliesse di fare la spesa al discount può arrivare anche a 3.500 euro.

Una partita da giocare tutta, visti i dati stagnanti sull’inflazione e la crisi che assottiglia le possibilità di spesa. Che tra alimentare fresco e confezionato, igiene per la persona e per la casa è pur sempre impegnativa, soprattutto se si scelgono prodotti di marca, come gran parte degli italiani ancora fa: sono 6.356 gli euro a famiglia spesi in un anno. In un momento di deflazione è utile capire cosa e dove acquistare”.

“Sul sito Altroconsumo - prosegue Pietro Vitelli - troverete  la mappa della convenienza 2014.
L’inchiesta su super, iper e hard discount di Altroconsumo fornisce anche quest’anno un’istantanea dettagliatissima: 1.031.562 prezzi rilevati su 108 categorie merceologiche, 909 punti vendita passati al setaccio e tra questi non mancano le tre storiche città della Calabria ossia Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.

Per terminare, ecco i consigli di Altroconsumo, poiché oltre al livello dei prezzi, è il nostro impulso a volte a condizionare il portafogli. Qualche regola generale può aiutare a ridurre le spese inutili conclude Pietro Vitelli ,consigli semplici, anche di buon senso:
o        Controlla quello che ti manca. Stila una lista della spesa e attieniti a quella.
o        Consulta il dépliant del tuo supermercato, può essere un’opportunità ma non farti abbagliare dalle offerte.
o        Compra i prodotti in offerta se rientrano nella lista o se sono particolarmente convenienti rispetto alla spesa abituale.
o        Per i deperibili il risparmio consiste anche nel comprare solo ciò che si è sicuri di consumare per tempo.
o        Fai scorta di prodotti in offerta ma solo se si tratta di articoli che consumi con regolarità e non deperibili.
o        Confronta i prezzi al chilo o al litro, non a confezione. Di solito i prodotti meno cari sono in basso o in alto, non ad altezza

LA CLASSIFICA DELLA CONVENIENZA 2014
TREVISO
VENETO
5876
FIRENZE
TOSCANA
5883
PISTOIA
TOSCANA
5979
CUNEO
PIEMONTE
6036
ASTI
PIEMONTE
6037
PISA
TOSCANA
6039
VERONA
VENETO
6070
VICENZA
VENETO
6077
PADOVA
VENETO
6094
AREZZO
TOSCANA
6109
PORDENONE
FRIULI VENEZIA GIULIA
6163
BARI
PUGLIA
6200
ALESSANDRIA
PIEMONTE
6215
PERUGIA
UMBRIA
6219
VENEZIA
VENETO
6219
LECCE
PUGLIA
6221
PESARO
MARCHE
6231
BOLZANO
TRENTINO ALTO ADIGE
6234
RIMINI
EMILIA ROMAGNA
6247
BRINDISI
PUGLIA
6274
TORINO
PIEMONTE
6283
BERGAMO
LOMBARDIA
6284
LIVORNO
TOSCANA
6297
FOGGIA
PUGLIA
6305
TERNI
UMBRIA
6318
FERRARA
EMILIA ROMAGNA
6325
LA SPEZIA
LIGURIA
6328
TARANTO
PUGLIA
6338
NAPOLI
CAMPANIA
6350
SALERNO
CAMPANIA
6357
CAMPOBASSO
MOLISE
6358
BRESCIA
LOMBARDIA
6361
UDINE
FRIULI VENEZIA GIULIA
6363
VITERBO
LAZIO
6370
CASERTA
CAMPANIA
6384
MODENA
EMILIA ROMAGNA
6396
VARESE
LOMBARDIA
6396
MILANO
LOMBARDIA
6397
CAGLIARI
SARDEGNA
6400
CHIETI
ABRUZZO
6401
SASSARI
SARDEGNA
6406
TRENTO
TRENTINO ALTO ADIGE
6406
COMO
LOMBARDIA
6413
CATANZARO
CALABRIA
6421
PARMA
EMILIA ROMAGNA
6432
SIRACUSA
SICILIA
6447
POTENZA
BASILICATA
6456
BOLOGNA
EMILIA ROMAGNA
6460
SAVONA
LIGURIA
6462
PIACENZA
EMILIA ROMAGNA
6470
PESCARA
ABRUZZO
6478
FROSINONE
LAZIO
6479
ASCOLI PICENO
MARCHE
6481
ANCONA
MARCHE
6486
LATINA
LAZIO
6486
AVELLINO
CAMPANIA
6502
PALERMO
SICILIA
6516
ROMA
LAZIO
6532
L'AQUILA
ABRUZZO
6540
COSENZA
CALABRIA
6547
NOVARA
PIEMONTE
6558
TRIESTE
FRIULI VENEZIA GIULIA
6567
CATANIA
SICILIA
6577
RAGUSA
SICILIA
6589
GENOVA
LIGURIA
6613
AOSTA
VALLE D' AOSTA
6681
MESSINA
SICILIA
6730
REGGIO DI CALABRIA
CALABRIA
6731
Fonte: Altroconsumo, settembre 2014

martedì 24 giugno 2014

Tassa sulla tecnologia: “Altro che innovazione, così si torna indietro”

Pietro Vitelli di Altroconsumo Calabria parla del ricorso al Tar contro il decreto Franceschini

I legali dell’Associazione Altroconsumo hanno presentato ricorso al Tar del Lazio contro il decreto Franceschini sull ‘aumento dell ‘equo compenso, la tassa sui dispositivi tecnologici per copia privata. A renderlo noto è Pietro Vitelli, Responsabile Altroconsumo Regione Calabria.

“Ai precedenti 80 milioni di euro all ‘anno previsti dal decreto Bondi, si aggiungono 100 milioni di euro, prelevati dalle tasche dei consumatori grazie al sovrapprezzo nell ‘acquistare smartphone, tablet, chiavette usb”, attacca Vitelli. “Già in precedenza ci eravamo attivati: gli aumenti non sono giustificati né dai dati di utilizzo di dispositivi mobili in Italia, scenario in evoluzione stabile, né da un semplice e forzato confronto con quanto accade in Francia e Germania. La misura è anacronistica, già minoritaria in Europa - in Spagna è stata abolita di recente - dove sta scomparendo di pari passo con l ‘evoluzione dei modelli di business e di condivisione dei contenuti online”.
Per Altroconsumo “gli aumenti sono illogici e la tassa è iniqua; se ne chiede l ‘abolizione attraverso la petizione sul proprio sito, che ha già raggiunto i 20.000 sottoscrittori e sulla piattaforma change.org, dove hanno aderito in 60.000. Chi acquista legalmente musica e film da piattaforme online paga già i diritti d ‘autore per fruire dei contenuti e fare copie su altri supporti: è ingiusto che si paghi una tassa anche su questi dispositivi, trovandosi così a contribuire due volte.
La misura è minoritaria in Europa; l ‘Italia si sta spingendo nella direzione sbagliata, in controtendenza: la Spagna ha abolito l ‘equo compenso, per evitare di penalizzare la propria economia digitale e cercare di guardare al futuro. Un tema che si pensava caro al governo Renzi, anche in vista del semestre italiano di presidenza europea: da mesi sulla riforma della Direttiva sul Copyright si è aperta una discussione a livello internazionale sulla revisione dell ‘equo compenso per copia privata, considerato da più parti un meccanismo rozzo ed obsoleto. Al contrario, il decreto è a sfavore della modernizzazione e dell ‘innovazione del Paese e ha aumentato le tariffe nonostante tutti gli indicatori deponessero a favore di una riduzione”.

“Il ministero per i Beni culturali – fa sapere ancora Altroconsumo - aveva commissionato un ‘indagine ad hoc sulle abitudini dei consumatori per verificare se davvero le copie private di opere musicali e cinematografiche fossero cresciute negli ultimi tre anni tanto da legittimare un aumento verticale dell ‘equo compenso, come pretendeva la Siae, beneficiaria della tassa. I risultati di tale indagine, per lungo tempo non resi pubblici dal nuovo ministro Franceschini, erano chiare: solo il 13% dei consumatori infatti fa effettivamente copie private e di questi solo un terzo usa smartphone e tablet”.

“Se aggiornamento dell ‘equo compenso doveva esserci – è la conclusione di Pietro Vitelli - avrebbe dovuto essere al ribasso, con una riduzione delle tariffe”.

lunedì 9 giugno 2014

Pietro Vitelli (Altrococonsumo) sulla Coppa del mondo Fifa 2014: “Un pallone che sia buono e giusto”

Pietro Vitelli, responsabile Altroconsumo Regione Calabria, “in collaborazione con la grande macchina di tutela dei cittadini consumatori-utenti indipendente e scevra da qualsivoglia condizionamento”, tenta di fare il punto anche sull’imminente campionato mondiale di calcio in partenza tra una settimana.

“Presto si  accenderanno i fari internazionali su atleti, campi di gioco, schemi tattici, tifoserie, palloni. Un evento complesso, con un giro d’affari stimato attorno ai 4 miliardi di dollari per la sola Fifa. Nel cono d’ombra rimangono - prosegue Pietro Vitelli - diversi aspetti, come il mondo della produzione dei palloni, oggetto di culto e di campagne commerciali in pressing evidente in questi giorni che precedono il fischio d’inizio del torneo. Quali sono le condizioni di produzione, quale il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori, il livello d’attenzione sulle ricadute ambientali nel realizzare l’oggetto feticcio ufficiale per la Coppa del mondo Fifa 2014?”

Altroconsumo e le altre organizzazioni di consumatori indipendenti hanno voluto vederci più chiaro. A due livelli: con un test in laboratorio per verificare la qualità del pallone ufficiale dei mondiali e con un’inchiesta sulla responsabilità sociale nel settore di produzione nel sud della Cina, a Shenzhen in una delle due fabbriche che produce il pallone ufficiale.

Il test ha coinvolto sia esperti di laboratorio che calciatori brasiliani professionisti. I palloni sono stati sottoposti a una prova sofisticata realizzata all’interno di una galleria del vento per simulare le condizioni ideali di gioco. Brazuca ha superato le prove, soprattutto grazie alla buona aerodinamica che rende ben controllabile la traiettoria una volta calciato il pallone.

Ma Altroconsumo vuole di più: un pallone da calcio che non sia solo buono, ma anche giusto.
“Il Pakistan ne è stato il più grande produttore sino a fine 1990, con la copertura del 75% dei palloni da calcio cuciti a mano sulla scena mondiale. Con lo sviluppo di nuovi materiali e innovazioni tecnologiche nel processo di produzione, la Cina è subentrata, sfidando il primato e ritagliandosi il 68% della produzione, rispetto ai Paesi tradizionali come Pakistan e India. Oltre alla Cina oggi anche la Thailandia ha un ruolo principale nel produrre palloni da calcio cuciti a macchina.
L’innovazione nel processo produttivo ha portato con sé nuovi modelli organizzativi e temi etici da esplorare: l’eccesso di ore lavoro nelle fabbriche cinesi è subentrato al tema dal lavoro minorile diffuso nella cucitura a mano dei palloni. Oggi in Cina - continua Pietro Vitelli - permangono i problemi legati alla mancanza di libertà sindacale, e i lavoratori cominciano ad acquisire consapevolezza dei propri diritti, in un panorama dominato da grandi brand internazionali che si riforniscono nelle fabbriche locali cercando di mantenere i vantaggi derivanti dal basso costo del lavoro. Le dimensioni relativamente limitate permettono una considerazione adeguata degli aspetti sociali e ambientali legati alla produzione del pallone ufficiale dei mondiali. Rimangono però alcuni aspetti che possono essere migliorati, come l’esposizione dei lavoratori alle sostanze chimiche, la libertà di movimento durante i turni di lavoro e l’impegno per accrescere la consapevolezza dei lavoratori rispetto ai diritti fondamentali stabiliti dall’Oil, tra cui la libertà di associazione.
Un tema emergente è quello dei contributi per l’assicurazione sociale, un argomento complesso che coinvolge non soltanto i fornitori dei più famosi brand diffusi a livello globale, ma anche le autorità locali cinesi. Proprio questo argomento ha scatenato la protesta di migliaia di lavoratori in una delle più grandi fabbriche cinesi di scarpe sportive. La responsabilità sociale è una visione che supera gli obblighi imposti dalle leggi nazionali, a maggior ragione in paesi come la Cina in cui spesso le norme stabilite dal governo centrale non sono implementate adeguatamente a livello locale.
C’è stata una ricaduta positiva dell’inchiesta di Altroconsumo e delle altre associazioni di consumatori - conclude Pietro Vitelli: sono state intraprese alcune azioni correttive nella fabbrica cinese che produce il Brazuca in seguito alla visita, un impegno concreto per garantire che il pallone dei mondiali non sia solo tecnicamente buono, ma anche rispettoso dei lavoratori e dell’ambiente”.



mercoledì 14 maggio 2014

Altroconsumo, anche la Calabria al Festival di Ferrara


Come evitare gli inganni. L’invito del responsabile regionale Pietro Vitelli a partecipare al 2° festival dei consumatori dal 16 al 18 maggio

Anche quest’anno Pietro Vitelli, responsabile Altroconsumo Regione Calabria, rivolge un appello ai cittadini calabresi e li invita a partecipare al 2° Festival Altroconsumo che si terrà nei giorni 16, 17 e 18 maggio a Ferrara. Vitelli ricorda ai calabresi che “l’inganno nelle offerte ai consumatori è dietro l’angolo: negli ultimi dodici mesi sono arrivate ai giuristi di Altroconsumo 164.813 segnalazioni e richieste di consulenza su pratiche ingannevoli e scorrette da parte di professionisti e aziende”.

“Gli utenti e consumatori calabresi – prosegue Vitelli – possono affinare la capacità di intercettare le bufale, evitare trappole: Altroconsumo si impegna quotidianamente dalla parte del consumatore, con l’attività di consulenza di un pool di 80 avvocati, con l’assistenza reclami, l’analisi comparativa e l’ottica del maggior risparmio possibile, l’informazione indipendente.

I prossimi 16, 17 e 18 maggio è in programma un appuntamento speciale, una tre giorni su come riconoscere i tranelli ed evitarli: questo il tema che il Festival di Altroconsumo a Ferrara affronterà insieme ai consumatori. Da come riconoscere una pubblicità ingannevole a come muoversi nel web senza brutte sorprese, a come scoprire bugie e ciarlatani della salute.

La prima edizione del Festival è stata caratterizzata da una notevole presenza di consumatori calabresi i quali hanno potuto apprezzare i giusti consigli di Altroconsumo, nella splendida cornice della città estense.

Vitelli conferma che a Ferrara “saranno allestiti laboratori informativi che spaziano dalle etichette alle domande sul fisco, dalla bici ideale al sipario sulla contraffazione, dai nuovissimi gruppi d’acquisto alle consulenze personalizzate: occasioni d’informazione, incontro e partecipazione per imparare a non abboccare alle offerte ingannevoli”.

Per saperne di più:

PIETRO VITELLI
Associazione Indipendente Consumatori
Sito Web http://www.altroconsumo.it; e-mail: rappresentantecalabria@altroconsumo.it
Tel. 0984.22750 - Mobile: 333.9766666

venerdì 21 marzo 2014

Calabria: riciclo abiti usati, ecco cosa fare

Le cifre dell’inchiesta condotta da Altroconsumo sul tessile smesso e raccolto nei cassonetti e i consigli di Pietro Vitelli, responsabile per la regione 

“Nella nostra regione il 12 per cento dei rifiuti tessili è riciclato”: è questo il dato reso noto nei giorni scorsi da Pietro Vitelli, responsabile di Altroconsumo Calabria. “Per ogni persona – spiega Vitelli - si raccolgono un chilo e 600 grammi di abiti usati”. Purtroppo si tratta di una media inferiore a quella europea.

“Se incentivata e ben condotta, la raccolta potrebbe arrivare a assorbire cinque o sei chilogrammi all’anno per persona, stabilendo un ciclo virtuoso del prodotto con benefici per l’ambiente e ridistribuzione delle risorse. Riciclare un chilo di vestiti smessi - prosegue Vitelli - porta a risparmiare seimila litri d’acqua, 200 grammi di pesticidi e 300 di fertilizzanti. La raccolta degli indumenti usati, attraverso i cassonetti disponibili nei Comuni calabresi, si traduce per il 50-70 per cento nella rivendita e nella donazione ai bisognosi, anche oltreconfine; per il 20-30 per cento sono riciclati; per il 10 per cento spediti in discarica”.

Come e dove sono riciclati, che fine fanno i capi raccolti, come fare attenzione agli abusivi, quali sono i traffici illeciti, la moda low cost, le regole per non sprecare nulla: Altroconsumo fa il punto attraverso l’indagine disponibile per i soci su www.altroconsumo.it e la video-inchiesta realizzata dall’organizzazione.

In conclusione i  consigli di Altroconsumo per chi volesse ridurre al massimi gli sprechi nel tessile consistono in:

1. Se il capo è in buono stato provare a rivenderlo presso un negozio dell’usato o a scambiarlo con amici e parenti.
2. Mettere l’usato in sacchetti ben chiusi (anche accessori e scarpe) nei contenitori della raccolta;
3. Assicurarsi che il cassonetto appartenga a un servizio autorizzato: cercare sempre il logo delle associazioni caritatevoli. Nel dubbio, contattare il Comune e chiedere se quel cassonetto sia autorizzato;
4. Ricordare che i contenitori degli abiti usati non sono una discarica: non portare rifiuti di altro tipo. 

venerdì 7 marzo 2014

Multa a Roche e Novartis, esulta Altroconsumo

Piero Vitelli lancia un appello ai cittadini calabresi per la eventuale restituzione dei soldi 

Pietro Vitelli  responsabile Altroconsumo Regione Calabria, con grande esultanza fa sapere che oggi  ha inviato un esposto alla Procura di Roma e di Torino e un esposto alla Corte dei Conti perché sia fatta chiarezza sulle responsabilità amministrative e penali che hanno provocato l’aumento di spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale pari almeno a 45 milioni di euro - cifra per il solo 2012.

“Come chiesto da Altroconsumo – spiega Vitelli – l’Autorità Antitrust ha condannato ieri Roche e Novartis con una multa esemplare: oltre 180 milioni di euro alle due case farmaceutiche che si sono accordate per escludere l'utilizzo di un farmaco più economico, Avastin, e favorirne uno enormemente più costoso, Lucentis, nella cura della maculopatia, malattia della vista diffusa. L’Autorità Antitrust ha documentato come l’intesa illecita tra Roche e Novartis abbia provocato un aumento della spesa del Servizio Sanitario Nazionale di 45 milioni di euro nel solo 2012, con proiezioni fino a oltre 600 milioni di euro l’anno”.

Con una petizione rivolta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi su www.altroconsumo.it l’organizzazione, conclude Pietro Vitelli, “chiede oggi al Governo di fare tutto il possibile per recuperare i soldi sottratti, danaro di tutti i contribuenti italiani che dovrà essere restituito sotto forma di progetti concreti e monitorabili per una gestione della sanità più efficiente”.

Le tre proposte di Altroconsumo che i consumatori possono sottoscrivere sono:

•          Ticket più bassi su farmaci e prestazioni;
•          dentista pubblico, ovvero servizio pubblico a tariffe calmierate per le cure odontoiatriche;
•          più aiuti per gli anziani, con forme di sostegno come cure domiciliari, case di riposo.