venerdì 27 febbraio 2015

Penali nella telefonia: Pietro Vitelli di Altroconsumo conferma preoccupazioni

"Ddl concorrenza, penali rientrate dalla finestra"

"Sono molto preoccupato a seguito della lettura della nota del ministero dello Sviluppo economico secondo la quale “il disegno di legge sulla concorrenza approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi non prevede in alcun modo la reintroduzione di penali per chi recede dai contratti di abbonamento a telefoni fissi e mobili, internet o a pay-tv”, dichiara Pietro Vitelli Responsabile Altroconsumo Regione Calabria.

"E' veramente allarmante - prosegue Pietro Vitelli - il fatto che attraverso l’articolo 16 del disegno di legge in oggetto si rischi di resuscitare le penali che nel settore delle comunicazioni elettroniche erano state eliminate con il decreto Bersani, poi convertito in Legge 70 del 2007. Infatti, nella parte ora aggiunta al comma 3 si dice esplicitamente che le spese e ogni altro onere comunque denominato relativi al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore sono commisurati al valore del contratto al momento della sottoscrizione quando, invece, secondo la legge vigente, gli unici costi che l’operatore può recuperare sono quelli giustificati da costi dell’operatore medesimo ovvero costi tecnici vivi per operare lo switching e/o il recesso - sui quali peraltro pendono ancora ricorsi di Altroconsumo presso AGCOM e AGCM, considerato che tali costi a nostro avviso rimangono troppo elevati".

"Il parametrare ora i costi che dovranno sborsare i consumatori che vorranno recedere prima della scadenza del contratto “al valore del contratto stesso” rischia quindi - secondo Vitelli - con tutta evidenza di fare rientrare dalla finestra le vecchie penali e di permettere di nuovo agli operatori di recuperare non solo le spese vive – che in quanto tali sono riferibili ad aspetti tecnici e non al valore del contratto  – ma anche il mancato guadagno commerciale rispetto ad utenti che liberamente hanno deciso di lasciare l’operatore prima del termine del contratto. Peraltro, al successivo comma 3-ter, che il disegno di legge intenderebbe introdurre, si fa riferimento esplicitamente per quanto concerne i contratti comprensivi di offerte promozionali alla parola “penale”, che era scomparsa dal gergo tecnico-giuridico nel settore delle telecomunicazioni. Il fatto che poi si dica che l’eventuale penale debba essere equa e proporzionata al valore del contratto e alla durata residua della promozione non contribuisce a far venir meno le nostre preoccupazioni. Se – come auspichiamo - con le precisazioni odierne del ministero dello Sviluppo economico si intende anticipare emendamenti chiarificatori a questo articolo pasticciato che saranno presentati nel corso del dibattito parlamentare da parte del governo, Altroconsumo non può che salutare la cosa favorevolmente avendo contribuito per la sua parte a fare chiarezza. Converrà infatti il ministero dello Sviluppo economico che reintrodurre le penali nei contratti di consumo nel settore delle comunicazioni elettroniche non solo sarebbe contro gli interessi dei consumatori ma anche a detrimento del funzionamento di un mercato efficiente e competitivo".

martedì 27 gennaio 2015

Sibari, museo e scuola insieme educano

Mercoledì 28 gennaio alle ore 9.30 presso il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide sarà presentato il cd multimediale di archeologia per ragazzi “Il quaderno del giovane archeologo”. Gli alunni saranno archeologi per un giorno nelle sale del Museo di Sibari

I Servizi Educativi del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Fagnano Castello, mercoledì 28 gennaio alle ore 9.30, nella sala congressi del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide, presentano “Il quaderno del giovane archeologo, piccolo manuale multimediale di archeologia per ragazzi” a cura dell’archeologa Tiziana Prezio.
“Il quaderno del giovane archeologo” è un cd multimediale risultato del progetto “La storia siamo noi, impariamo dal passato” svolto lo scorso anno scolastico presso l’
Istituto Comprensivo di Fagnano Castello. Obiettivo del progetto avvicinare gli alunni allo studio dell’archeologia e della storia della Magna Grecia, con particolare riferimento al territorio della Sibaritide.
Alla manifestazione interverranno
Alessandro D’Alessio, direttore del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide; Luciano Greco, Dirigente dell’ufficio scolastico provinciale; Tiziana Prezio, curatrice del progetto “La storia siamo noi: impariamo dal passato”; Anna Lucia Casolaro, responsabile dell’Ufficio Servizio Educativo Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide; Miriam Curti, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Fagnano Castello; Raffaele Ruffo, tutor del progetto “La storia siamo noi: impariamo dal passato”.
Al termine della presentazione, gli studenti dell’Istituto Comprensivo di Fagnano Castello diventeranno “archeologi per un giorno” e faranno da guida nelle sale del Museo agli studenti degli altri Istituti scolastici che parteciperanno alla giornata.

Il direttore del Museo di Sibari consegnerà, infine, un attestato di partecipazione ai rappresentanti degli Istituti scolastici ospiti.

Altroconsumo Calabria, lettera aperta al presidente Oliverio sulle frane del 2009


Che fine hanno fatto i finanziamenti per i danni del maltempo? È la domanda di Pietro Vitelli

Il 27 gennaio del 2009 sulla Calabria si scatenò la fine del mondo a causa delle avverse condizioni atmosferiche che segnarono in modo indelebile la nostra regione.

Quel giorno la nostra regione rimase isolata dal resto d’Italia, giovani vite furono spezzate nei pressi dello svincolo di Rogliano (Cs) a causa di una frana assassina che travolse un pulmino su cui viaggiava un gruppo di sportivi al rientro da un torneo disputato fuori dalla nostra regione. Nel pomeriggio del 27 gennaio 2009 lungo la costa tirrenica, sempre a causa delle particolari condizioni climatiche, si scatenò il finimondo: bufere di pioggia e vento con raffiche che raggiunsero i cento chilometri orari. Ricordiamo anche la frana sulla S.S. nei pressi di Belvedere Marittimo, nonché nell’entroterra della provincia di Cosenza. Maltempo che mise in ginocchio la popolazione dell’alto e medio tirreno cosentino.

Attonite e impotente molte famiglie furono allontanate dalle proprie abitazioni soprattutto nel comune di Cetraro. A nulla valsero gli interventi immediati della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco contro le forze della natura scatenatesi in quei giorni e non solo anzi si  protrassero per circa due settimane.

 Tramite i media locali è mia intenzione di lanciare un accorato appello al neo Presidente della Regione Calabria onorevole Mario Oliverio che, sicuramente, accoglierà questa mia nuova forma di “tutela dei diritti” delle “imprese” che hanno lavorato in quei giorni di emergenza su richiesta delle Autorità locali nonché nei confronti degli “operatori turistici” che hanno accolto prontamente gli sfollati ed infine, di tutte le “famiglie” che hanno subito ragguardevoli danni alle proprie abitazioni.

Che l’onorevole Oliverio faccia sapere in modo esplicito e senza raggiri, come mai ancora non vengono rimborsati i beneficiari, ben elencati dalle Prefetture, in quanto soggetti attuatori nominati dalla Protezione Civile per constatare la veridicità  di chi ha subito i danni dal maltempo che ha colpito la Calabria nei mesi di gennaio e febbraio 2009? Inoltre, come mai non si dà pratica attuazione alle Ordinanze di Protezione Civile ed in particolare alle O.P.C.M. n° 3734/2009 e 3741/2009? E se tali somme sono state già assegnate alla Regione Calabria, che fine hanno fatto?


Pietro Vitelli
Responsabile Altroconsumo
Regione Calabria

martedì 16 dicembre 2014

Nuove regole Ue per le etichette alimentari: il commento di Altroconsumo Calabria

“Novità apprezzabili, ma sono tante le occasioni mancate”

Più chiarezza e novità importanti arrivano con il Regolamento europeo n. 1169/2011 riguardante le informazioni sugli alimenti, in vigore dal 13 dicembre 2014. Un successo per Altroconsumo, nonostante qualche occasione mancata. È questo il commento di Pietro Vitelli, Responsabile Altroconsumo Regione Calabria.

Cosa cambia? Innanzitutto basta con scritte microscopiche o nascoste nelle pieghe dell’etichetta. Il Regolamento specifica che devono essere messe in un punto evidente e impone un’altezza minima dei caratteri.

Novità importanti riguardano gli ingredienti: scompare la  generica scritta “olio vegetale” o “grasso vegetale” perché viene  dato il dettaglio del tipo di olio o grasso usato (palma, cocco…). Gli ingredienti che possono causare reazioni allergiche devono essere messi ben in evidenza nella lista.

L’etichetta nutrizionale sarà obbligatoria per tutti gli alimenti dal dicembre 2016, ma chi da adesso la vuole riportare deve comunque adeguarsi alle novità introdotte dal Regolamento: indicazione obbligatoria della quantità di grassi saturi (e non più solo dei grassi), dello zucchero (e non solo carboidrati) e del sale (e non più del sodio).
Grazie al nuovo Regolamento anche altre carni, oltre a quella bovina, saranno accompagnate dall'indicazione di origine: da aprile 2016 sapremo dove pollame, suini, ovini e caprini, sono stati allevati e macellati.

E dove sono nati? Quest’informazione, così come altre rimaste nel cassetto,  non è prevista.

Non è tutto oro quel che luccica, dunque, conclude Pietro Vitelli: la nuova norma si prestava all’introduzione di novità importanti ma il legislatore non ha avuto la lungimiranza o la volontà di farlo: nemmeno questa volta si chiarisce cosa debbano riportare gli alimenti sfusi e preincartati, cioè quelli confezionati nei punti vendita e non è nemmeno stata accolta la richiesta di inserire informazioni nutrizionali sul fronte dei prodotti.


Pietro Vitelli
Associazione Indipendente Consumatori
Sito Web http://www.altroconsumo.it 
E-mail: rappresentantecalabria@altroconsumo.it
Tel. 0984.22750 -  Mobile: 333.9766666  

mercoledì 26 novembre 2014

Altroconsumo Calabria: "No ad aumento tasse su pensioni e Tfr"


Altroconsumo Regione Calabria fa sapere che con la nuova Legge di stabilità, il Governo andrà a toccare il risparmio pensionistico, cambiando le carte in tavola a partita in corso; chi ha investito nei fondi pensione, lasciato il Tfr in azienda o deciso di avere il Tfr in busta paga, potrebbe vedere aumentare la tassazione sui rendimenti. Il Governo sente un disperato bisogno di far cassa. Sulle spalle di tutti, nessun lavoratore escluso: la riforma cadrebbe come una scure sul risparmio e metterebbe in ginocchio la previdenza complementare.

Pietro Vitelli, responsabile Altroconsumo Regione Calabria, rivolge un appello ai cittadini calabresi e li invita a partecipare, per dire no a tutti questi aumenti, alla petizione di Altroconsumo, anche su Change.org.

Ma vediamo nel dettaglio come stanno le cose ossia gli aumenti sui contribuenti:

-          Chi ha investito la propria liquidazione nei fondi pensione, vedrà i rendimenti tassati dall’11% del 2013 fino al 20%;
-          Chi ha lasciato il Tfr in azienda vedrà la rivalutazione– è il tasso con cui matura il Tfr, tassata dall’11 al 17%;
-          Chi deciderà di avere il Tfr in busta paga, invece, lo avrà tassato a un’aliquota che sarà quella marginale Irpef, al minimo pari al 23%, senza le agevolazioni attualmente previste.


L'aumento della tassazione dei fondi pensione avverrebbe in barba ai principi dello Statuto del contribuente: è retroattivo, vale già a partire dal 1° gennaio 2014.

Oltre all’effetto beffa- chi ha già aderito ai fondi pensione, infatti, lo ha fatto in base a certe regole, come la tassazione dei rendimenti all’11%, che sparirebbero - c’è anche l’effetto gabbia: Il Governo porta l’aliquota fino al 20% e non ci sono spazi d’uscita, si è costretti comunque a rimanere nel fondo.

Nemmeno un accenno al diritto di recesso senza alcuna penale o costo come accade, per esempio, quando la banca modifica unilateralmente qualche condizione sul conto.

Le pensioni pubbliche, conclude Pietro Vitelli responsabile Altroconsumo Calabria,  saranno sempre più basse, anche solo il 60% dell'ultimo stipendio. Tra qualche anno ci saranno sempre più pensionati con pensioni sempre più ridotte. Una povertà diffusa che avrà elevati costi sociali. Tutte le forme di risparmio ai fini di previdenza complementare dovrebbero essere sostenute.

Tutto ciò crea ancor più sfiducia nei confronti di un sistema, quello dei fondi pensione, mai decollato; dover rinunciare al Tfr e l’obbligo, salvo rari casi, a dover rimanere fino alla pensione nel fondo non sono mai stati un biglietto da visita particolarmente invitante. A controbilanciare questi limiti, c’erano la tassazione agevolata e i contributi del datore di lavoro.

Ora, con l’aumento della tassazione sui rendimenti, una parte di questi incentivi diventa meno interessante. Morale: meno convenienza e sempre meno fiducia.


venerdì 5 settembre 2014

Calabria, caccia al risparmio con Altroconsumo


Inchiesta sulla grande distribuzione a Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e altre  68 città italiane. La fotografia su super, iper e hard discount con la mappa della convenienza

Pietro Vitelli, responsabile Altroconsumo Regione Calabria, dopo l’avvenuta mappatura dell’inchiesta portata avanti dalla propria associazione indipendente di consumatori, condotta anche  nelle città di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, rende noti i risultati dell’inchiesta.
“La geografia del risparmio e le dinamiche concorrenziali nella grande distribuzione in 68 città di tutta Italia incrociano le scelte puntuali del consumatore e cosa decidiamo di mettere nel carrello della spesa una volta dentro il punto vendita. Due variabili che combinate tra loro possono dar luogo a una partita vincente: il risparmio medio in un anno per una famiglia italiana  che scegliesse di fare la spesa al discount può arrivare anche a 3.500 euro.

Una partita da giocare tutta, visti i dati stagnanti sull’inflazione e la crisi che assottiglia le possibilità di spesa. Che tra alimentare fresco e confezionato, igiene per la persona e per la casa è pur sempre impegnativa, soprattutto se si scelgono prodotti di marca, come gran parte degli italiani ancora fa: sono 6.356 gli euro a famiglia spesi in un anno. In un momento di deflazione è utile capire cosa e dove acquistare”.

“Sul sito Altroconsumo - prosegue Pietro Vitelli - troverete  la mappa della convenienza 2014.
L’inchiesta su super, iper e hard discount di Altroconsumo fornisce anche quest’anno un’istantanea dettagliatissima: 1.031.562 prezzi rilevati su 108 categorie merceologiche, 909 punti vendita passati al setaccio e tra questi non mancano le tre storiche città della Calabria ossia Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.

Per terminare, ecco i consigli di Altroconsumo, poiché oltre al livello dei prezzi, è il nostro impulso a volte a condizionare il portafogli. Qualche regola generale può aiutare a ridurre le spese inutili conclude Pietro Vitelli ,consigli semplici, anche di buon senso:
o        Controlla quello che ti manca. Stila una lista della spesa e attieniti a quella.
o        Consulta il dépliant del tuo supermercato, può essere un’opportunità ma non farti abbagliare dalle offerte.
o        Compra i prodotti in offerta se rientrano nella lista o se sono particolarmente convenienti rispetto alla spesa abituale.
o        Per i deperibili il risparmio consiste anche nel comprare solo ciò che si è sicuri di consumare per tempo.
o        Fai scorta di prodotti in offerta ma solo se si tratta di articoli che consumi con regolarità e non deperibili.
o        Confronta i prezzi al chilo o al litro, non a confezione. Di solito i prodotti meno cari sono in basso o in alto, non ad altezza

LA CLASSIFICA DELLA CONVENIENZA 2014
TREVISO
VENETO
5876
FIRENZE
TOSCANA
5883
PISTOIA
TOSCANA
5979
CUNEO
PIEMONTE
6036
ASTI
PIEMONTE
6037
PISA
TOSCANA
6039
VERONA
VENETO
6070
VICENZA
VENETO
6077
PADOVA
VENETO
6094
AREZZO
TOSCANA
6109
PORDENONE
FRIULI VENEZIA GIULIA
6163
BARI
PUGLIA
6200
ALESSANDRIA
PIEMONTE
6215
PERUGIA
UMBRIA
6219
VENEZIA
VENETO
6219
LECCE
PUGLIA
6221
PESARO
MARCHE
6231
BOLZANO
TRENTINO ALTO ADIGE
6234
RIMINI
EMILIA ROMAGNA
6247
BRINDISI
PUGLIA
6274
TORINO
PIEMONTE
6283
BERGAMO
LOMBARDIA
6284
LIVORNO
TOSCANA
6297
FOGGIA
PUGLIA
6305
TERNI
UMBRIA
6318
FERRARA
EMILIA ROMAGNA
6325
LA SPEZIA
LIGURIA
6328
TARANTO
PUGLIA
6338
NAPOLI
CAMPANIA
6350
SALERNO
CAMPANIA
6357
CAMPOBASSO
MOLISE
6358
BRESCIA
LOMBARDIA
6361
UDINE
FRIULI VENEZIA GIULIA
6363
VITERBO
LAZIO
6370
CASERTA
CAMPANIA
6384
MODENA
EMILIA ROMAGNA
6396
VARESE
LOMBARDIA
6396
MILANO
LOMBARDIA
6397
CAGLIARI
SARDEGNA
6400
CHIETI
ABRUZZO
6401
SASSARI
SARDEGNA
6406
TRENTO
TRENTINO ALTO ADIGE
6406
COMO
LOMBARDIA
6413
CATANZARO
CALABRIA
6421
PARMA
EMILIA ROMAGNA
6432
SIRACUSA
SICILIA
6447
POTENZA
BASILICATA
6456
BOLOGNA
EMILIA ROMAGNA
6460
SAVONA
LIGURIA
6462
PIACENZA
EMILIA ROMAGNA
6470
PESCARA
ABRUZZO
6478
FROSINONE
LAZIO
6479
ASCOLI PICENO
MARCHE
6481
ANCONA
MARCHE
6486
LATINA
LAZIO
6486
AVELLINO
CAMPANIA
6502
PALERMO
SICILIA
6516
ROMA
LAZIO
6532
L'AQUILA
ABRUZZO
6540
COSENZA
CALABRIA
6547
NOVARA
PIEMONTE
6558
TRIESTE
FRIULI VENEZIA GIULIA
6567
CATANIA
SICILIA
6577
RAGUSA
SICILIA
6589
GENOVA
LIGURIA
6613
AOSTA
VALLE D' AOSTA
6681
MESSINA
SICILIA
6730
REGGIO DI CALABRIA
CALABRIA
6731
Fonte: Altroconsumo, settembre 2014